Il corteo funebre di papa Francesco, tra fiori, fedeli e un ultimo omaggio alla Madonna
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Redazione Interno
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Hanno riposto i rosari, sostituendoli con rose rosse e margherite da lanciare al passaggio del feretro. È stato un funerale di marciapiede, intenso e popolare, quello che ha accompagnato papa Francesco lungo i sei chilometri che separano San Pietro da Santa Maria Maggiore. Un corteo militante, profondamente bergogliano, carico di quella riconoscenza che solo un pontefice capace di parlare agli ultimi ha saputo suscitare. La papamobile, avanzando tra ali di folla dopo le esequie ufficiali — sobrie nonostante la presenza dei potenti della terra, alcuni dei quali con sguardi di circostanza, quasi avessero dimenticato i duri rimproveri ricevuti in dodici anni di pontificato — ha percorso strade gremite di gente aggrappata ai lampioni, pronta a rendere omaggio con gesti semplici e genuini.
A Santa Maria Maggiore, dove domani inizieranno le modifiche alla viabilità per permettere ai fedeli di avvicinarsi alla tomba del Papa, l’ultimo atto è stato un inno alla Vergine. Davanti all’icona di Maria Salus Populi Romani, il feretro si è fermato mentre due bambini deponevano cesti di rose bianche ai piedi dell’altare. Erano gli stessi fiori che, poco prima, venivano stretti tra le mani di chi aveva accolto Bergoglio sul sagrato: volti noti e sconosciuti, come Giovanni, Mircea e un gruppo di carcerati, ultimi testimoni di un pontificato che ha sempre cercato le periferie.




