Trump e il Nobel per la pace: "Ho risolto otto guerre, lo merito"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Donald Trump non ha dubbi: il Premio Nobel per la pace 2026 spetterebbe a lui più che a chiunque altro. Alla vigilia dell'annuncio del comitato norvegese, il presidente degli Stati Uniti è tornato a rivendicare il riconoscimento con le consuete parole forti, sostenendo che il mancato conferimento nell'edizione precedente avrebbe rappresentato un "grande discredito" per il premio stesso.

Le rivendicazioni nello Studio Ovale

Parlando ai giornalisti alla Casa Bianca, Trump ha elencato i propri risultati in politica estera: "Ho risolto otto guerre e ho evitato, forse, la distruzione totale del mondo, perché l'Iran non avrà mai un'arma nucleare. E questa è una cosa positiva, molto positiva". Il presidente ha aggiunto di aver ricevuto il riconoscimento "indirettamente" l'anno scorso, quando la vincitrice María Corina Machado glielo dedicò durante una cerimonia nello Studio Ovale.

"Hanno la reputazione di non assegnarlo a persone come me", ha osservato Trump, lasciando intendere che il comitato di Oslo potrebbe riservargli un'altra delusione.

La vincitrice del 2026: Navanethem Pillay

Il comitato norvegese ha invece scelto la giurista sudafricana Navanethem "Navi" Pillay, 85 anni, ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e già giudice della Corte penale internazionale. La motivazione ufficiale cita il suo impegno per la promozione della pace e del diritto internazionale, in un momento in cui, secondo il comitato, il sistema giuridico globale è sottoposto a "pressioni immense". Pillay ha presieduto la Commissione d'inchiesta dell'Onu che ha accusato Israele di genocidio a Gaza, una conclusione che Tel Aviv ha respinto definendola "scandalosa".

Le candidature e i precedenti

Per l'edizione 2026 il comitato aveva ricevuto 287 candidature, delle quali 79 riferite a organizzazioni. Nel 2025 il riconoscimento era andato a María Corina Machado, leader dell'opposizione venezuelana, che aveva dedicato il premio al popolo venezuelano e allo stesso Trump per il suo "sostegno decisivo". Il presidente americano ha più volte citato quel gesto come una sorta di investitura morale, senza però che il comitato abbia mai mostrato l'intenzione di concedergli il riconoscimento.

Le reazioni della vincitrice

Contattata telefonicamente dopo l'annuncio, Pillay ha reagito con ironia alla notizia. In un video diffuso sui social, la giurista ha scherzato: "Se applaudite un po' di più, potrei condividere questo premio con Trump". Poi, tornando seria, ha aggiunto: "Essendo un'avvocato e una giudice, voglio ancora verificare questa cosa". Il comitato ha ammesso di non essere riuscito a contattarla prima dell'annuncio ufficiale, tanto che il presidente Jørgen Watne Frydnes ha lanciato un appello pubblico: "Se vede un numero norvegese, per favore risponda".

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