La denuncia di Elisha Wiesel: "Così il Premio Nobel per la Pace ha tradito l'eredità di mio padre"
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Redazione Esteri
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ROMA – «Mio padre è stato onorato perché ha trasformato la memoria del genocidio in un dovere morale verso i vivi. Lo stesso comitato ha assegnato lo stesso premio a Navi Pillay che ha tradito il significato della parola genocidio e l'ha usata come un'arma contro Israele». In un duro intervento pubblicato su The Free Press, Elisha Wiesel rievoca la figura del padre, Elie Wiesel, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti e insignito del Premio Nobel per la Pace nel 1986, accusando il Comitato di Oslo di aver tradito la missione originaria del Premio.
Il riconoscimento a Navi Pillay e le polemiche
Con il riconoscimento a Navanethem 'Navi' Pillay, avvocata sudafricana partita dalla lotta all'apartheid per arrivare ai vertici dei tribunali internazionali, da quello sul genocidio in Ruanda fino alla Corte penale internazionale, il messaggio del Comitato norvegese non poteva essere più chiaro: «Garantire che i crimini di guerra, i crimini contro l'umanità e il genocidio vengano perseguiti». La motivazione ufficiale sottolinea come Pillay abbia «dimostrato eccezionale coraggio e integrità» nel suo lavoro, in un momento in cui il diritto internazionale e le sue istituzioni sono sotto attacco.
Trump attacca la Norvegia: "Ho risolto otto guerre"
Donald Trump chiude l'accordo con Vladimir Putin sul diesel, ma immediatamente il suo pensiero torna al Nobel per la Pace, vinto da Navanethem 'Navi' Pillay, giurista sudafricana di 85 anni, insignita del Premio per il suo impegno nella difesa dei diritti umani e del diritto internazionale. E dopo l'attacco di ieri, il tycoon ha proseguito: «Ho risolto otto guerre e l'hanno dato a una persona mai sentita». Il presidente americano ha definito la scelta del Comitato «una macchia indelebile per la Norvegia», aggiungendo: «Non dimenticheremo, Norvegia, che non ci avete assegnato questo premio».
La replica norvegese e la reazione della giurista
Il ministro degli Esteri norvegese Espen Barth-Eide ha replicato che «il Comitato Nobel è completamente indipendente dalle autorità norvegesi, quindi questo è un premio assegnato dal Comitato Nobel, non dalla Norvegia». Dal canto suo, Pillay ha appreso della vittoria mentre si trovava a Norimberga per un forum sul diritto internazionale, nell'aula che ospitò i processi ai gerarchi nazisti. «Se applaudite un po' più forte, forse dividerò il premio con Trump», ha detto scherzando.
La giurista ha poi dedicato il riconoscimento «a tutti i sopravvissuti dei crimini internazionali», lanciando un messaggio ai leader politici: «Avete l'obbligo giuridico di proteggere i diritti umani e di astenervi dal fare la guerra».
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