Nobel per la Pace a Navi Pillay: a Firenze firmò il muro dei diritti del Mandela Forum

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Comitato norvegese ha assegnato il Premio Nobel per la Pace 2026 alla giurista sudafricana Navanethem “Navi” Pillay, 85 anni, con la motivazione ufficiale di aver “significativamente ampliato la portata e l’impatto del diritto internazionale”.

Nata a Durban nel 1941 da una famiglia di origini indiane, Pillay ha costruito la propria carriera partendo dalla difesa degli oppositori al regime dell’apartheid, arrivando a ricoprire incarichi di primo piano nei tribunali internazionali, dal Tribunale penale per il Ruanda alla Corte penale internazionale, fino alla carica di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani tra il 2008 e il 2014.

Un legame con Firenze e il Mandela Forum

Esiste un legame diretto tra la nuova premiazione Nobel e la città di Firenze. Nel settembre del 2014, durante una visita in Toscana, Navi Pillay fu ospite del Nelson Mandela Forum e lasciò la propria firma sul “Muro dei Diritti” eretto all’interno della struttura. Massimo Gramigni, presidente dell’Associazione Nelson Mandela Forum, ha ricordato l’episodio sottolineando come la giurista sudafricana sia stata anche avvocata di Nelson Mandela, difendendo attivisti anti-apartheid e detenuti politici e denunciando torture e abusi.

La firma apposta da Pillay sul muro dedicato alla storia dei diritti umani reca ancora oggi la dicitura del suo ruolo istituzionale ricoperto all’epoca, quello di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Trump attacca la Norvegia e la scelta del Comitato

La decisione del Comitato norvegese ha provocato una dura reazione da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che durante un comizio a Syracuse, nello Stato di New York, ha definito l’assegnazione del premio a Pillay “una macchia indelebile sulla Norvegia”. Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti, rappresentati da lui stesso come presidente, avrebbero dovuto ricevere il riconoscimento, aggiungendo di aver “posto fine a otto guerre” e che pertanto avrebbe meritato un Nobel per ciascuna di esse.

Il presidente americano ha inoltre criticato direttamente la vincitrice, ex giudice della Corte penale internazionale, ricordando il rapporto delle Nazioni Unite da lei supervisionato secondo cui Israele avrebbe commesso un genocidio a Gaza.

Il percorso della giurista e l’attacco alle istituzioni internazionali

Il riconoscimento arriva in un momento in cui, come sottolineato dallo stesso Comitato, il diritto internazionale e le sue istituzioni sono sotto attacco politico. Pillay, prima donna non bianca a sedere nell’Alta Corte del Sudafrica, ha presieduto la Commissione d’inchiesta indipendente dell’ONU sui Territori palestinesi occupati, che un anno fa ha concluso che Israele è responsabile di atti di genocidio a Gaza.

La sua carriera include anche il ruolo di giudice presso la Corte penale internazionale e la presidenza del Tribunale penale internazionale per il Ruanda, dove partecipò alla storica sentenza che riconobbe per la prima volta lo stupro come atto di genocidio. Nel ricevere la notizia del premio, mentre si trovava a Norimberga per un forum sul diritto internazionale, Pillay ha commentato con una battuta la possibilità di condividere il riconoscimento con Trump, per poi aggiungere che, da avvocata e giudice, intendeva comunque verificare personalmente la notizia.

Il rapporto Onu su Gaza e le posizioni internazionali

Il lavoro più recente di Pillay alla guida della commissione d’inchiesta Onu ha prodotto un rapporto che accusa Israele di aver commesso un genocidio nella Striscia di Gaza, conclusione respinta con durezza dal governo israeliano, che ha definito il documento “scandaloso”. La giurista sudafricana ha dichiarato di dedicare il premio “a tutti i sopravvissuti ai crimini internazionali”, ribadendo la necessità di difendere l’ordine giuridico internazionale e le corti indipendenti.

Il Comitato norvegese ha ricevuto 287 candidature per l’edizione 2026, tra persone e organizzazioni, e la cerimonia di consegna è prevista a Oslo il 10 dicembre, anniversario della morte di Alfred Nobel.

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