Blocco diesel Euro 5 dal 1° ottobre 2026, la mappa dei divieti nel Nord Italia
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Redazione Economia
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Il conto alla rovescia per i diesel Euro 5 è arrivato alla scadenza fissata dal governo. Dal 1° ottobre 2026, dopo il rinvio di un anno disposto dalla legge n. 105 del 2025, le limitazioni strutturali alla circolazione per questi veicoli entrano in vigore nelle aree del Bacino Padano, sebbene l'applicazione concreta del provvedimento presenti un quadro differenziato tra le varie Regioni.
La misura, nata per rispondere alle pressioni dell'Unione Europea sulla qualità dell'aria e per ridurre le emissioni di polveri sottili, riguarda in via prioritaria i centri urbani con popolazione superiore ai 100mila abitanti, una soglia che è stata innalzata rispetto ai 30mila inizialmente previsti.
Il Piemonte fa da apripista con le misure compensative
La Regione Piemonte ha ufficialmente scelto la strada delle misure alternative per scongiurare il blocco, diventando la prima del Bacino Padano ad adottare questa soluzione. Il presidente Alberto Cirio e l'assessore Matteo Marnati hanno annunciato che il Piano regionale per la qualità dell'aria è stato aggiornato con un pacchetto di interventi compensativi che, secondo le simulazioni effettuate, garantiscono una riduzione delle emissioni equivalente a quella che sarebbe derivata dal blocco dei veicoli.
La decisione ha salvato dalla limitazione circa 307mila auto diesel Euro 5 che circolano nell'area metropolitana di Torino e a Novara. Tra le misure messe in campo spicca uno stanziamento di 14 milioni di euro per incentivare l'utilizzo del biocarburante HVO sul trasporto pubblico e sulle auto diesel Euro 5 ed Euro 6, con contributi annuali che variano tra 50 e 100 euro attraverso carte carburante dedicate.
A queste risorse si aggiungono 14,4 milioni per la manutenzione degli impianti di riscaldamento più vecchi e inquinanti, oltre a 44 milioni destinati a bandi per la mobilità sostenibile, che finanzieranno progetti di car sharing, nuove velostazioni e sistemi di infomobilità basati sull'intelligenza artificiale per gestire il traffico in tempo reale a Torino.
Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna tra conferme e deroghe
Il quadro normativo nelle altre tre Regioni coinvolte presenta ancora margini di manovra. In Lombardia il divieto risulta al momento confermato nei Comuni con più di 100mila abitanti: Milano, Brescia, Monza e Bergamo. Le auto diesel Euro 5 non potranno circolare dal lunedì al venerdì, esclusi i festivi, dalle 7.30 alle 19.30, con un blocco che sarà operativo per tutto l'anno. È comunque attivo il sistema Move-In, una scatola nera che consente di percorrere un tetto massimo di chilometri annui nelle zone soggette a restrizione.
La Giunta regionale sta valutando la possibilità di sospendere il provvedimento, ma per farlo dovrebbe presentare un Piano regionale della qualità dell'aria con misure antismog alternative in grado di raggiungere gli obiettivi emissivi richiesti dall'Europa. In Veneto, invece, la Giunta ha approvato un progetto di legge che punta a rinviare le limitazioni al 1° ottobre 2027, subordinatamente all'adozione di misure compensative.
Tra queste figurano l'anticipo del bando per la conversione dei diesel Euro 5 in veicoli Dual Fuel (gasolio e metano) e il ricorso allo smart working per i dipendenti pubblici nelle giornate di allerta PM10 arancione o rossa. Il blocco interesserebbe almeno 150mila veicoli nei capoluoghi con oltre 100mila abitanti. L'Emilia-Romagna mantiene invece una posizione interlocutoria: la legge regionale prevede il blocco dal 1° ottobre 2026 al 31 marzo 2027 nei Comuni sopra i 100mila abitanti, tra cui Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì e Piacenza.
Le limitazioni sarebbero attive dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30. Tuttavia, anche in questo caso i Comuni interessati possono non applicare il fermo se adottano misure compensative e ottengono il parere favorevole della struttura regionale competente, escludendo dal blocco anche gli Euro 5 alimentati con carburanti alternativi riconosciuti dalla normativa.
Le sanzioni per i trasgressori e l'impatto sul mercato dell'usato
Chi violerà i divieti di circolazione rischia una sanzione amministrativa che può variare da un minimo di 168 a un massimo di 679 euro. In caso di recidiva, con due infrazioni commesse nell'arco di due anni, è prevista anche la sospensione della patente di guida da 15 a 30 giorni. Le multe, la cui applicazione concreta dipende dalle ordinanze locali, potrebbero avere un effetto collaterale significativo sul mercato dell'usato.
Con oltre 3,5 milioni di diesel Euro 5 ancora circolanti in Italia, il blocco in una delle aree economicamente più rilevanti del Paese rischia di far crollare il valore di questi veicoli. Anche gli automobilisti del Sud Italia potrebbero subire le conseguenze di questo provvedimento, vedendo deprezzare la propria auto a causa dello spostamento della domanda verso i modelli Euro 6, le cui quotazioni sono attese in crescita.
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