Blocco diesel Euro 5, la Lombardia resta sola: le altre regioni del Nord scelgono le misure compensative

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   A meno di un intervento dell'ultimo minuto da parte del governo, dal 1° ottobre la Lombardia sarà l'unica regione del Bacino Padano ad applicare il blocco strutturale alla circolazione delle auto diesel Euro 5. La misura, prevista dalla normativa nazionale per ridurre le emissioni di ossidi di azoto e polveri sottili, coinvolgerà i comuni con più di 100.000 abitanti: Milano, Brescia, Bergamo e Monza. Secondo i dati Aci, le autovetture diesel Euro 5 immatricolate in Lombardia sono oltre 443.000, pari a circa il 7% del parco circolante regionale, con la concentrazione più alta proprio nelle province interessate dal provvedimento.

Il rinvio annunciato da Salvini e il nodo del decreto

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato nei giorni scorsi l'intenzione di inserire nel Consiglio dei ministri di giovedì un decreto che contiene, tra le altre misure, la proroga dello slittamento dell'entrata in vigore dello stop alle auto diesel Euro 5 in Lombardia. L'annuncio è arrivato dalla Fiera del trasporto ferroviario di Berlino, dove il ministro ha ribadito la volontà di chiedere l'inserimento del provvedimento nel prossimo Consiglio dei ministri.

La misura, in realtà, era già stata rinviata di un anno: il termine originario del 1° ottobre 2025 è stato spostato al 1° ottobre 2026 da un decreto legge convertito nel luglio 2025, che ha anche innalzato da 30.000 a 100.000 abitanti la soglia dei comuni interessati.

Le misure compensative delle altre tre regioni

Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno scelto la strada alternativa prevista dalla normativa nazionale: adottare nei propri Piani di qualità dell'aria misure compensative idonee a raggiungere livelli di riduzione delle emissioni coerenti con i vincoli europei, evitando così il blocco strutturale.

L'Emilia-Romagna ha formalizzato la decisione l'11 settembre, dopo un confronto con le altre regioni del Bacino Padano, annunciando un pacchetto che comprende il posticipo al 1° novembre dell'accensione degli impianti di riscaldamento civile nelle aree di pianura, quindici giorni dopo la data ordinaria, e il rafforzamento delle limitazioni alla circolazione dei veicoli privati durante le fasi emergenziali per la qualità dell'aria, con l'orario esteso dalle 8 alle 19.

È previsto inoltre il divieto di utilizzo degli impianti a biomassa con classe emissiva inferiore alle 5 stelle, comprendendo quindi anche quelli classificati a 4 stelle. La giunta regionale ha destinato 10 milioni di euro a un progetto per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti con pompe di calore, anche abbinate a impianti fotovoltaici, presentato al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica e in attesa di approvazione.

Il Piemonte ha definito le proprie contromisure già lo scorso giugno, puntando su incentivi per l'utilizzo di biocarburanti, rigenerazione urbana, potenziamento della mobilità pulita e interventi di efficientamento energetico. Il Veneto si è mosso nella stessa direzione, recependo le disposizioni nazionali che consentono di prescindere dalla limitazione strutturale attraverso l'adozione di misure alternative.

Il caso di Genova e il quadro nazionale

Anche il Comune di Genova ha anticipato l'intenzione di non applicare i limiti agli Euro 5 previsti dall'ordinanza antismog. L'assessore alla mobilità, Emilio Robotti, ha dichiarato in consiglio comunale che la giunta non ha "desiderio né orizzonte di introdurre questo limite", definendolo "particolarmente afflittivo" in un momento di difficoltà del trasporto pubblico locale.

Il Comune sta lavorando con la Regione per definire misure compensative, puntando sull'entrata in servizio dei nuovi bus elettrici sugli assi di forza e sul monitoraggio dei flussi di traffico attraverso i varchi telecamere. La misura genovese riguardava in origine una platea più ristretta rispetto al Bacino Padano e si inseriva nel percorso di adeguamento agli obiettivi europei del 2030, con particolare attenzione ai valori di biossido di azoto rilevati dalle centraline di corso Europa e via Buozzi.

MoVe-In, la deroga chilometrica per i lombardi

Per i proprietari di auto diesel Euro 5 residenti nei quattro comuni lombardi interessati dal blocco esiste la possibilità di aderire al sistema MoVe-In, che consente di circolare entro una soglia chilometrica annuale monitorata attraverso un dispositivo telematico installato sul veicolo. Regione Lombardia indica per le autovetture M1 un tetto di 10.000 chilometri all'anno nell'ambito interessato dalle limitazioni, con la possibilità di ottenere chilometri aggiuntivi attraverso comportamenti di guida virtuosi.

Una volta raggiunta la soglia, la deroga non è più utilizzabile fino alla conclusione dell'anno di validità del servizio. Il divieto, per le sole autovetture private, sarà in vigore dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30 per tutto l'anno, non soltanto nei mesi invernali. Dal 1° ottobre 2027 le limitazioni si estenderanno ai veicoli delle categorie M2, N1 e N2, mentre dal 1° ottobre 2028 saranno coinvolte le altre categorie previste dal provvedimento regionale.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.