Blocco diesel Euro 5, da ottobre solo la Lombardia conferma lo stop: quattro città coinvolte
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Redazione Interno
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A poco più di due settimane dall'entrata in vigore delle nuove limitazioni alla circolazione, il quadro delle misure anti-smog nel Bacino padano appare ormai definito. Dal primo ottobre 2026 solo la Lombardia applicherà il divieto per le autovetture diesel Euro 5, seppure con modalità che lasciano aperta la possibilità di circolare entro un tetto chilometrico prestabilito.
Le altre tre Regioni interessate dal provvedimento originario, vale a dire Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, hanno scelto strade diverse, puntando su misure compensative o su rinvii espliciti che di fatto neutralizzano l'entrata in vigore dello stop.
Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato una sospensione di un anno del blocco, spostando l'applicazione al primo ottobre 2027. La delibera, sostenuta da 32 voti favorevoli con due contrari e undici astenuti, prevede l'adozione di misure alternative per garantire una riduzione delle emissioni coerente con i vincoli europei. Tra queste figurano la fissazione di un tetto alle temperature del riscaldamento di uffici e negozi, agevolazioni per lo smart working nel pubblico impiego, incentivi al trasporto pubblico locale e nuovi eco-bonus.
Il presidente della Regione, Alberto Stefani, ha motivato la scelta con la necessità di non scaricare i costi della transizione ecologica sui cittadini, sottolineando che la sostenibilità deve essere anche economica e sociale.
Analoga la posizione dell'Emilia-Romagna, che ha sospeso il blocco strutturale adottando un pacchetto di misure compensative destinato a ridurre le emissioni in modo equivalente. La misura avrebbe interessato circa 90 mila veicoli nei comuni capoluogo della regione, da Piacenza a Rimini. Il Piemonte, dal canto suo, ha optato per misure alternative che evitano il fermo generalizzato delle vetture.
In Lombardia il divieto riguarda i quattro comuni con popolazione superiore a 100 mila abitanti: Milano, Brescia, Monza e Bergamo. La limitazione alla circolazione è prevista dal lunedì al venerdì, con orari che variano a seconda del comune ma che in linea generale coprono la fascia diurna. Per i proprietari delle autovetture interessate resta disponibile il sistema Move-In, che consente di continuare a utilizzare il veicolo entro un limite massimo di 10 mila chilometri all'anno, monitorati attraverso una scatola telematica installata a bordo.
Il meccanismo trasforma di fatto il divieto basato su giorni e orari in una soglia chilometrica annuale, sfruttando il margine previsto dalla normativa nazionale che permette alle Regioni di adottare misure alternative purché garantiscano una riduzione equivalente delle emissioni.
Sulla scelta lombarda e sulle posizioni espresse dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha chiesto una proroga del blocco in tutta la Pianura Padana parlando di cinquecentomila cittadini lombardi a rischio di rimanere a piedi, è intervenuta con durezza Legambiente Lombardia. L'associazione ha definito il sistema Move-In «una toppa peggiore del buco», sostenendo che si tratta di una finta soluzione che scarica un'ulteriore spesa sui cittadini senza affrontare davvero il problema dell'inquinamento.
Barbara Meggetto, presidente del sodalizio, ha affermato che la cattiva qualità dell'aria non si combatte con rinvii e deroghe, ma accelerando sui cambiamenti necessari e puntando su auto elettrica, ciclabilità e trasporto pubblico. Federico Del Prete, responsabile mobilità dell'associazione, ha aggiunto che provare a rimanere entro i limiti emissivi senza ridurre le fonti è una strategia inaffidabile, suggerendo semmai l'introduzione di un limitatore automatico di velocità.
La questione si inserisce in un quadro ambientale complesso. La Pianura Padana è una delle aree europee con i più alti livelli di inquinamento atmosferico, condizione aggravata dalla conformazione geografica che limita il ricircolo dell'aria. Lo stesso Salvini ha evocato le Alpi a nord e gli Appennini a sud come fattori che rendono più difficile la dispersione degli inquinanti.
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