Le Pen in corsa per l'Eliseo: condanna confermata ma eleggibilità ritrovata, la campagna parte dal mercato di La Flèche

Le Pen in corsa per l'Eliseo: condanna confermata ma eleggibilità ritrovata, la campagna parte dal mercato di La Flèche
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Ventiquattr'ore dopo la sentenza della Corte d'appello di Parigi che, nel confermare la colpevolezza della leader del Rassemblement National per i fatti relativi al sistema degli assistenti parlamentari europei, le ha di fatto restituito l'eleggibilità, Marine Le Pen ha inaugurato la sua campagna elettorale con una visita al mercato di La Flèche, nel centro della Francia.

La presenza al suo fianco di Jordan Bardella, il presidente del partito che nelle ultime settimane era stato indicato come il probabile successore in caso di impedimento della leader, ha assunto un significato particolare, sancendo la continuità del ticket e la volontà di procedere compatti verso la scadenza del 2027, in quella che si preannuncia come la quarta corsa consecutiva all'Eliseo per la figlia del fondatore del partito.

La sentenza della Corte d'appello: un anno di braccialetto elettronico ma niente più ineleggibilità

La decisione dei giudici di secondo grado, pronunciata dopo mesi di attesa, ha rappresentato un momento cruciale per le sorti politiche della leader francese. La Corte ha confermato la gravità dei fatti contestati, relativi all'appropriazione indebita di fondi pubblici europei per il pagamento di assistenti parlamentari che lavoravano per il partito, un sistema che sarebbe durato per oltre un decennio e avrebbe causato un danno stimato in circa 2,8 milioni di euro alle casse dell'Unione.

Rispetto alla condanna di primo grado, che prevedeva cinque anni di ineleggibilità con esecuzione immediata, la Corte d'appello ha operato una riduzione significativa della pena accessoria, portandola a 45 mesi, di cui 30 con la condizionale, e stabilendo che i 15 mesi restanti fossero già stati scontati a partire dal marzo 2025, quando era scattata l'interdizione provvisoria.

Questo elemento ha permesso a Marine Le Pen di riacquisire il diritto a candidarsi, un esito che i giudici hanno motivato bilanciando la severità della pena con il rispetto per la "libertà di candidatura" e la "libera scelta degli elettori", considerati prerequisiti essenziali per l'espressione democratica. Tuttavia, la sentenza ha altresì confermato la condanna penale a tre anni di reclusione, di cui due sospesi e uno da scontare ai domiciliari con braccialetto elettronico, oltre a una multa di 100.000 euro a suo carico.

La strategia di Marine Le Pen: ricorso in Cassazione e campagna senza braccialetto

La leader del Rassemblement National aveva in precedenza subordinato la propria candidatura all'assenza dell'obbligo del braccialetto elettronico, dichiarando di non voler fare campagna elettorale a quella condizione. Tuttavia, di fronte a un pronunciamento che le restituiva la possibilità di correre per l'Eliseo, la strategia è cambiata.

Marine Le Pen ha annunciato, nel corso dell'intervento al telegiornale di TF1, che intende presentare ricorso in Cassazione contro la condanna, non tanto per contestare l'eleggibilità, ormai acquisita, quanto per ottenere la sospensione della misura del braccialetto elettronico. Secondo la sua linea difensiva, il ricorso potrebbe consentirle di condurre la campagna senza l'ingombro del dispositivo, una mossa che ha definito necessaria per poter "andare fino in fondo" e provare la propria innocenza, ribadita con forza di fronte alle telecamere.

L'annuncio della candidatura, avvenuto a poche ore dalla sentenza, ha di fatto scongiurato l'ipotesi di un passaggio di consegne a Jordan Bardella, che pure aveva già raccolto il sostegno di una parte dell'elettorato nei mesi di incertezza.

Un vantaggio nei sondaggi che si consolida dopo l'annuncio della candidatura

L'impatto politico della sentenza e del conseguente annuncio della candidatura di Marine Le Pen non si è fatto attendere, producendo effetti immediati sul sentiment dell'opinione pubblica e sulle rilevazioni demoscopiche.

Secondo un sondaggio realizzato da Ifop per Le Figaro e LCI, condotto subito dopo l'intervento televisivo di martedì sera, la leader del RN godrebbe di un'intenzione di voto al primo turno del 36%, un dato in crescita di quattro punti percentuali rispetto a due settimane prima, con un effetto combinato della mobilitazione del suo elettorato e dell'effetto mediatico generato dalla sua conferma in corsa.

Ancora più significativi sono i dati relativi a un ipotetico secondo turno, dove Le Pen risulterebbe vincente in tutti gli scenari prospettati, superando con percentuali che variano tra il 54% e il 55% i candidati del blocco centrista e addirittura raggiungendo il 70% dei consensi in caso di confronto con il leader della France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon.

Questi numeri non solo consolidano la posizione di forza del Rassemblement National a meno di un anno dal voto, ma sembrano anche ricollocare Marine Le Pen come la figura politica di riferimento per il suo movimento, superando in popolarità lo stesso Bardella, che durante il periodo di incertezza giudiziaria aveva visto crescere le proprie quotazioni come possibile candidato di riserva.

Il ruolo di Jordan Bardella e il futuro dell'alleanza

La scelta di Marine Le Pen di candidarsi personalmente, nonostante le condanne e le difficoltà, ha rimodellato i ruoli all'interno del partito, con Jordan Bardella che si è visto confermare un ruolo di primo piano, ma come potenziale primo ministro in caso di vittoria alle presidenziali. Le Pen stessa ha descritto la loro come una "coppia formidabile", un ticket politico complementare e solido, capace di cambiare le sorti del paese.

Bardella, che aveva espresso un "sostegno totale" alla leader nei giorni precedenti la sentenza, si è trovato a dover scalare le sue ambizioni, continuando a coltivare la sua immagine di giovane e dinamico rappresentante del partito, in attesa di un'eventuale futura candidatura. Il suo ruolo nella campagna sarà tuttavia centrale, affiancando Le Pen e cercando di attrarre quel mondo imprenditoriale e moderato che storicamente ha guardato con diffidenza al partito.

Mentre la Corte di Cassazione si è già resa disponibile a esaminare il ricorso entro l'inizio di aprile 2027, prima del primo turno di votazione, il quadro politico francese si prepara a mesi di campagna elettorale dominati dalla figura di Marine Le Pen, forte di una sentenza che, pur confermandola colpevole, le ha riaperto le porte dell'Eliseo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.