Spara e uccide un ladro, al Tg1 la telefonata al 112: "Ho avuto paura"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   «Ho ferito un ladro, non so se è morto. Ho avuto paura, ho fatto da solo, avevo la pistola». Sono le 2.17 di domenica quando Roberto Mollo, 35 anni, chiama il 112 dopo aver sparato nella cascina di Baldissero d'Alba, in provincia di Cuneo, dove poco prima aveva sorpreso alcuni ladri. La telefonata, trasmessa in esclusiva dal Tg1, restituisce i momenti immediatamente successivi alla sparatoria e sarà al centro dell'inchiesta che vede l'uomo indagato per omicidio.

La chiamata al 112 e la ricostruzione della notte

All'operatore del 112 Mollo si presenta con nome e cognome, poi spiega la situazione con parole concitate: «Ho avuto dei ladri in casa, io mi sono difeso… uno è morto». La conversazione passa quindi ai carabinieri, ai quali il 35enne ribadisce di essersi armato e di aver sparato perché spaventato: «Questo qua incappucciato, è chiuso eran fuori nel cortile io gli ho sparato perché mi son spaventato».

Nel corso della telefonata l'uomo aggiunge di essere disperato e di aver agito da solo, mentre l'operatore cerca di tranquillizzarlo e gli raccomanda di non toccare nulla in attesa dell'arrivo della pattuglia.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Mollo, autotrasportatore, dormiva da qualche giorno nella parte abitabile del cascinale di famiglia in ristrutturazione, dove teneva anche attrezzi da lavoro e materiali edili. Intorno alle 2 di notte avrebbe sentito rumori provenire dall'esterno ed è uscito sul balcone al primo piano, sorprendendo nel cortile un gruppo di quattro o cinque persone incappucciate. A quel punto ha esploso una serie di colpi con una pistola semiautomatica regolarmente detenuta.

La vittima, Gjovalin Lazri, 36 anni di origini albanesi e residente nel Torinese, è stata raggiunta da un proiettile al collo ed è morta poco dopo nonostante i tentativi di rianimazione. Gli altri componenti del gruppo si sono allontanati a piedi nel buio prima dell'arrivo delle forze dell'ordine.

L'indagine e gli accertamenti tecnici

Sul caso indagano i carabinieri della Compagnia di Bra e del Reparto operativo di Cuneo, sotto il coordinamento della Procura di Asti. Roberto Mollo è indagato per omicidio e tentato omicidio, a piede libero. La pistola, una semiautomatica, è stata sequestrata. Gli inquirenti dovranno stabilire con esattezza il numero dei colpi esplosi, la posizione dell'uomo al momento degli spari e la distanza tra il balcone e il punto in cui è stata trovata la vittima, che si trovava a diverse decine di metri.

Saranno decisivi la consulenza balistica disposta dalla Procura e un sopralluogo sull'area del cascinale, considerato indispensabile per chiarire la dinamica e le traiettorie.

L'autopsia sul corpo di Lazri, eseguita all'Obitorio civico di Torino, è durata oltre tre ore. I medici legali incaricati dalla Procura hanno lavorato alla presenza dei legali dell'indagato e di un consulente balistico. Secondo le prime indiscrezioni, sarebbe stato un solo proiettile a provocare la morte, entrando alla base del collo e fuoriuscendo dall'altro lato. Il consulente della Procura, al termine dell'esame, ha spiegato che per completare la ricostruzione sarà fondamentale il sopralluogo.

Non è esclusa nemmeno l'ipotesi di un colpo di rimbalzo, considerata la presenza di impalcature e materiali nel cantiere.

Il quadro locale e le posizioni

Baldissero d'Alba è un piccolo centro del Roero, a poca distanza da Grinzane Cavour, dove anni fa il gioielliere Mario Roggero uccise due rapinatori durante un assalto al suo negozio. Il paragone tra le due vicende è stato affrontato anche dal procuratore capo di Asti, che ha invitato a non sovrapporre i casi. Il sindaco di Baldissero, Michele Lusso, ha descritto Mollo come una persona dedita al lavoro, esprimendo stupore per la reazione.

Un vicino di casa della famiglia, sentito dai cronisti, ha invece commentato la vicenda sostenendo che il proprietario avrebbe fatto bene a difendersi, lamentando la frequenza dei furti nella zona.

La difesa di Mollo, rappresentata dall'avvocato Piermario Morra, sostiene che l'uomo fosse in preda al panico e che abbia sparato nel buio senza l'intenzione di uccidere. Il legale ha spiegato che il suo assistito è profondamente provato e che sarà sentito dagli inquirenti nei prossimi giorni. La famiglia della vittima, attraverso l'avvocata Roberta Sisimbro, ha chiesto rispetto per il lutto e ha espresso piena fiducia nel lavoro dei magistrati, riservandosi di attendere gli sviluppi delle indagini prima di rilasciare dichiarazioni.

Nessuno degli altri componenti del gruppo sorpreso nel cortile è stato ancora identificato.

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