Baldissero d'Alba, Mollo sale in auto con il legale dopo l'autopsia: "Massimo riserbo"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Roberto Mollo, l'autotrasportatore di 35 anni indagato per omicidio volontario per la morte di Gjovalin Lazri, ha lasciato la propria abitazione di Baldissero d'Alba, nel Cuneese, salendo a bordo di un'auto insieme al suo avvocato, Piermario Morra. Il legale lo aveva raggiunto al termine dell'autopsia eseguita sul corpo del trentaseienne, ucciso nella notte tra sabato 19 e domenica 20 settembre durante un tentativo di intrusione nella cascina in ristrutturazione di proprietà della famiglia Mollo.

L'incontro tra i due è avvenuto a poche ore dal conferimento dell'incarico ai medici legali, un passaggio tecnico che ha preceduto il rientro dell'indagato nella sua dimora, dove rimane a disposizione degli inquirenti. Morra, al termine del colloquio, ha scelto di non rilasciare dichiarazioni sull'esito dell'esame autoptico, limitandosi a invocare il massimo riserbo su una vicenda che continua a pesare sul suo assistito.

Un solo proiettile e la distanza da chiarire

L'autopsia, durata oltre tre ore all'Obitorio civico di Torino su indicazione della Procura di Asti, avrebbe accertato che un solo proiettile ha raggiunto Lazri, esploso dall'arma detenuta da Mollo. A seguire i lavori dei medici legali era presente anche Stefano Conti, consulente balistico della procura, il quale ha spiegato che si è trattato di un esame molto approfondito e più lungo del previsto, aggiungendo che per la ricostruzione sarà determinante il sopralluogo sulla scena.

La distanza tra il punto in cui si trovava il proprietario della cascina e il corpo della vittima rappresenta uno degli elementi centrali dell'inchiesta: Mollo avrebbe fatto fuoco dal balcone al primo piano, mentre Lazri si trovava all'esterno dell'abitazione. I risultati definitivi delle analisi medico-legali, tuttavia, saranno depositati solo tra sessanta giorni, quando la Procura avrà a disposizione il quadro completo delle traiettorie e delle dinamiche.

La ricostruzione della notte

Secondo quanto ricostruito finora, Mollo si trovava nella cascina di famiglia, che stava ristrutturando e dove dormiva da alcuni giorni proprio per timore di furti, quando intorno alle 2 ha sentito dei rumori provenire dall'esterno. Affacciatosi al balcone, avrebbe visto alcune sagome muoversi nel cortile e avrebbe esploso diversi colpi con una pistola regolarmente detenuta, mirando in direzione delle torce utilizzate dagli intrusi. Subito dopo ha chiamato i soccorsi, ma per Lazri non c'è stato nulla da fare. Gli altri componenti del gruppo sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce.

L'avvocato Morra ha sostenuto che torce e guanti ritrovati sulla scena dimostrerebbero il tentativo di entrare nell'abitazione, e non semplicemente di asportare materiale edile dal cantiere.

Le posizioni delle parti

La compagna di Lazri, assistita dall'avvocata Roberta Sisimbro, ha affidato ai legali una dichiarazione nella quale ha chiesto che venga fuori tutta la verità, sottolineando che non esistono persone che meritano di morire. La famiglia dell'uomo, barista a Torino e padre di un bambino, ha depositato la nomina dei consulenti in vista degli accertamenti irripetibili. Mollo, dal canto suo, ha dichiarato di aver sbagliato a sparare e di temere di finire in carcere, descrivendo una condizione di panico dovuta al buio e alla percezione di un pericolo imminente.

Il suo legale ha spiegato che l'arma era legalmente detenuta e che il cambio di residenza presso la cascina era stato segnalato, ma non ancora registrato negli uffici competenti.

Il quadro investigativo

Le indagini sono affidate ai carabinieri di Bra e del nucleo operativo del Comando Provinciale di Cuneo, coordinati dalla Procura di Asti. Oltre all'omicidio volontario, nei confronti di Mollo pende un'ipotesi di accusa per il tentato omicidio degli altri componenti del gruppo. La pistola, una semiautomatica calibro 9, è stata sequestrata insieme alla cascina. La perizia balistica dovrà stabilire il numero esatto dei colpi esplosi, la posizione di Mollo al momento degli spari e la traiettoria che ha raggiunto Lazri.

Il consulente della procura ha indicato nel sopralluogo il passaggio successivo per ricostruire la scena, mentre l'indagato non è ancora stato sottoposto a interrogatorio.

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