Baldissero d'Alba, la perizia balistica: i colpi di Mollo partirono da non più di 14 metri

Baldissero d'Alba, la perizia balistica: i colpi di Mollo partirono da non più di 14 metri
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Roberto Mollo è salito al piano superiore della sua cascina e dal balcone ha esploso i colpi che nella notte tra il 19 e il 20 settembre hanno ucciso Gjovalin Lazri. La distanza degli spari, secondo quanto emerge dalla perizia balistica disposta dalla Procura di Asti, è compresa tra i 10 e i 30 metri, ma quella reale potrebbe non aver superato i 14 metri. Il cortile della proprietà, infatti, è confinato e questo restringe sensibilmente il raggio d'azione dell'autotrasportatore 35enne.

Il quadro emerso dalla perizia balistica

I carabinieri hanno repertato 12 bossoli, tutti raggruppati: si presume che Mollo abbia esploso i colpi da un unico posto e verso una sola direzione, cioè le luci delle torce degli intrusi. Tre le torce recuperate dai militari, una delle quali si trovava vicino al cadavere e viene attribuita a Lazri. Il colpo mortale, sparato con una Steyr 9x21 dal balcone, avrebbe trafitto la vittima al collo mentre si trovava nel cortile.

I consulenti hanno replicato più volte in serie da cinque colpi lo sparo mortale, con l'obiettivo di calcolare la traiettoria e verificare la compatibilità con la caduta dei bossoli.

Le dichiarazioni di Mollo e la posizione degli inquirenti

Agli inquirenti l'uomo aveva raccontato di aver sparato 12 colpi, probabilmente da un unico punto, contro i ladri che si erano introdotti nella sua proprietà. «I ladri stavano sfondando la porta, sono stato preso dal panico e ho sparato. E adesso ce n'è uno a terra», ha detto il 35enne quando ha chiamato i carabinieri. Mollo è indagato a piede libero per omicidio volontario di Lazri e tentato omicidio nei confronti dei complici, al momento ancora ignoti e in fuga. La procura di Asti, rappresentata dalla procuratrice aggiunta Laura Deodato, ha nominato come consulente balistico Stefano Conti.

Per la difesa di Mollo sono stati nominati Ruggero Pettinelli per la balistica e Lorenzo Varetto come medico legale. Maurizio Cusimano è il consulente della legale della famiglia Lazri.

Le operazioni sul campo e i prossimi accertamenti

La perizia sul luogo dell'omicidio è durata poco più di cinque ore. Mollo, indagato a piede libero, non ha assistito alle operazioni. Si preannuncia ora un nuovo sopralluogo, in orario notturno e senza spari, che avrà l'obiettivo di verificare la visibilità, possibilmente con le stesse condizioni lunari e climatiche di quella notte. La difesa attende gli esiti delle consulenze tecniche, mentre i consulenti medico-legali nominati dalle parti si sono riservati di depositare le proprie conclusioni entro un termine di sessanta giorni.

La pistola utilizzata dall'uomo, regolarmente denunciata e detenuta, è stata posta sotto sequestro penale.

Il contesto dell'indagine

Mollo, che da pochi mesi lavora come autotrasportatore per una ditta di Cavallermaggiore dopo aver fatto il meccanico, vive da sempre in un borgo di circa mille abitanti tra le colline del Roero. La cascina in cui è avvenuta la sparatoria era la casa dei nonni: la stava ristrutturando e vi si era trasferito da un paio di mesi. Dopo gli spari l'immobile è stato posto sotto sequestro e l'uomo è tornato a dormire dalla madre, nella villetta di famiglia a poche centinaia di metri di distanza.

Ogni giorno torna vicino alla cascina per dare da mangiare alle sue capre e, prima di andare, avvisa i carabinieri.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.