Baldissero d'Alba, la perizia: spari dal balcone a circa 14 metri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La perizia balistica sulla sparatoria di Baldissero d'Alba indica che i colpi esplosi dal balcone della cascina potrebbero essere partiti da una distanza non superiore a circa 14 metri. Gli accertamenti tecnici eseguiti il 29 settembre hanno aggiunto nuovi elementi alla ricostruzione della notte tra il 19 e il 20 settembre, quando un uomo entrato nella proprietà insieme ad altri individui è stato raggiunto mortalmente da un proiettile. Il proprietario dell'immobile, che si trovava inizialmente al piano terra, sarebbe salito al piano superiore prima di aprire il fuoco verso il cortile.

Dodici bossoli concentrati nello stesso punto

I carabinieri hanno repertato 12 bossoli raggruppati, un elemento che porta a ipotizzare una posizione di tiro sostanzialmente unica. Roberto Mollo, 35 anni, avrebbe sparato da un solo punto e in una sola direzione, mirando verso le luci delle torce che vedeva muoversi nell'oscurità. Il cortile, per le sue caratteristiche, delimita l'area nella quale si trovavano le persone entrate nella proprietà: le verifiche collocano gli spari in una fascia compresa tra 10 e 30 metri, mentre la ricostruzione ritenuta possibile dagli esperti restringe la distanza effettiva fino a non oltre una quindicina di metri.

La posizione dalla quale è stato aperto il fuoco è uno degli aspetti esaminati nel sopralluogo tecnico nella cascina in ristrutturazione. Il proprietario stava dormendo al piano terra quando si è accorto della presenza degli intrusi nel cortile; si è quindi spostato sul balcone, da dove ha esploso la sequenza di colpi. La Procura di Asti ha affidato la consulenza balistica a Stefano Conti, mentre all'accertamento hanno partecipato anche gli esperti indicati dalla difesa e dalla famiglia della vittima. Sul posto era presente anche la procuratrice aggiunta Laura Deodato.

L'autopsia e il proiettile che ha raggiunto Lazri

L'esame autoptico aveva già stabilito un altro punto della ricostruzione: Gjovalin Lazri, 36enne di origine albanese residente a Torino, è stato raggiunto da un solo proiettile. Il colpo lo ha centrato nella zona tra il collo e la spalla. Gli specialisti hanno quindi lavorato mettendo in relazione i risultati medico-legali con la conformazione del cortile, la posizione del tiratore e quella che la vittima poteva avere nel momento in cui è stata raggiunta. Tra gli aspetti sottoposti agli accertamenti figurano anche la traiettoria del proiettile e l'eventualità di un rimbalzo, considerando la presenza di impalcature, materiali e altri ingombri legati ai lavori in corso nell'edificio.

Il corpo era stato trovato a una distanza maggiore rispetto a quella che ora viene considerata compatibile con il punto nel quale potrebbe essere avvenuto il ferimento. Questo elemento non stabilisce automaticamente dove si trovasse l'uomo quando fu colpito, perché potrebbe essersi spostato dopo l'impatto. Proprio la posizione della vittima e la direzione seguita dal proiettile sono rilevanti per distinguere le diverse fasi dell'azione avvenuta nel buio. Le prime ricostruzioni avevano parlato di distanze superiori, arrivando a ipotizzare diverse decine di metri tra il balcone e il punto associato alla vittima; il sopralluogo balistico ha fornito una misurazione differente del possibile luogo dell'impatto.

La telefonata al 112 dopo la sparatoria

Dopo gli spari il padrone di casa chiamò direttamente il numero unico di emergenza. Nella telefonata, effettuata alle 2.17 e successivamente diffusa dal Tg1, riferì di avere trovato degli intrusi nella proprietà e spiegò di avere aperto il fuoco perché si era spaventato. Agli investigatori raccontò di essere stato preso dal panico mentre le persone presenti nel cortile cercavano di introdursi nell'edificio. L'uomo è un autotrasportatore e la pistola utilizzata risultava legalmente detenuta per uso sportivo.

Gli accertamenti sono coordinati dalla Procura della Repubblica di Asti. L'indagato è a piede libero e le ipotesi di reato contestate comprendono l'omicidio volontario per la morte del trentaseienne e il tentato omicidio nei confronti degli altri componenti del gruppo, che non sono stati identificati. Secondo le ricostruzioni investigative emerse durante il sopralluogo, nella proprietà si sarebbero introdotte almeno cinque persone incappucciate, in un orario collocato tra le 2 e le 2.30, con l'obiettivo di sottrarre materiale edile e attrezzature presenti nel cascinale in ristrutturazione.

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