Saldi, primo weekend a Bergamo con 328 mila presenze tra Città Bassa e Città Alta
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Redazione Economia
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Il primo weekend della stagione dei saldi estivi si è chiuso con un bilancio positivo per il sistema commerciale di Bergamo, che ha confermato la propria capacità attrattiva non solo nei confronti dei residenti, ma anche dei visitatori provenienti dalle province limitrofe.
I flussi pedonali rilevati nel distretto di Città Bassa e in Città Alta, grazie al progetto Cities Analytics di Confcommercio, hanno restituito un quadro numericamente significativo: sono state 328 mila le presenze registrate tra venerdì 3 e domenica 5 luglio, con un incremento sensibile rispetto al fine settimana precedente, quello che tradizionalmente segna l’avvio delle operazioni di liquidazione di fine stagione.
La rilevazione dei flussi attraverso i dati della telefonia mobile
Il dato emerge dall’analisi condotta attraverso la piattaforma di Cities Analytics, che si basa sulla raccolta di dati aggregati provenienti dalla telefonia mobile per tracciare su base oraria le presenze delle persone che attraversano una determinata area geografica urbana. Una tecnologia, quella impiegata, che consente di discriminare il semplice traffico di passaggio – automobilistico o pedonale – da quello dei reali visitatori: il sistema, infatti, esclude automaticamente tutti i transiti caratterizzati da un tempo di permanenza troppo basso all’interno dell’area monitorata.
In questo modo, i numeri restituiti fotografano con una certa attendibilità l’effettiva affluenza di acquirenti e curiosi che hanno animato le vie dello shopping nei due principali poli commerciali della città.
I numeri del weekend e il confronto con la settimana precedente
Il confronto con il weekend precedente, quello del 26-28 giugno, evidenzia una crescita delle presenze che gli addetti ai lavori giudicano incoraggiante, sebbene non manchino le differenze tra le due aree urbane. Città Bassa, storicamente il cuore pulsante degli acquisti bergamaschi con i suoi grandi magazzini e le vie dello shopping, ha attratto la maggior parte dei flussi, mentre Città Alta, pur registrando numeri inferiori in termini assoluti, ha mantenuto una percentuale di crescita costante, trainata dal turismo culturale che in questo periodo si sovrappone a quello commerciale.
Le 328 mila presenze complessive rappresentano un segnale di tenuta per un comparto, quello dell’abbigliamento e degli accessori, che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con la concorrenza dell’e-commerce e con il mutare delle abitudini di consumo.
Il confronto con la situazione nella capitale e nelle Marche
Un quadro che, seppur con le dovute proporzioni, trova riscontro anche in altre realtà nazionali, anche se con caratteristiche diverse. A Roma, per esempio, l’avvio dei saldi ha fatto segnare un più 5 per cento rispetto alla scorsa stagione, con una spesa media per i romani che si attesta intorno ai 169 euro.
Nella capitale sono i centri commerciali a fare la parte del leone in termini di affluenza, surclassando i negozi di prossimità, un trend che gli analisti spiegano almeno in parte con le alte temperature: gli spazi climatizzati rappresentano una scelta più confortevole per i consumatori, che possono così unire l’utile al dilettevole. Gli esercizi del centro storico, invece, subiscono un lieve rallentamento a causa dell’ondata ininterrotta di turisti, soprattutto nell’area del Tridente, attratti dal made in Italy ma non sempre propensi all’acquisto in saldo.
Le regole per destreggiarsi tra gli sconti
Nelle Marche, dove i saldi sono partiti ufficialmente il 4 luglio, le vetrine si sono riempite di cartelli che promettono ribassi dal 20 al 70 per cento, confermando un’offerta molto variegata che rischia, però, di confondere i consumatori meno esperti.
Entrare in un negozio in questo periodo può trasformarsi in una caccia al tesoro tra centinaia di articoli, percentuali diverse e promozioni apparentemente imperdibili: per orientarsi, gli esperti suggeriscono di prestare attenzione al prezzo originale esposto, di confrontare i ribassi reali con quelli dichiarati e di diffidare degli sconti troppo elevati che spesso nascondono merce di stagioni precedenti o di qualità inferiore.
La regola, in fondo, è sempre la stessa: acquistare con consapevolezza, senza farsi abbagliare dal cartello colorato e ricordando che il vero affare non è quello che ti fa risparmiare di più, ma quello che ti fa comprare ciò di cui hai effettivamente bisogno.




