Libano nel caos dopo la morte di Nasrallah
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Redazione Esteri
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Il Libano, già segnato da anni di instabilità politica e sociale, è precipitato in un caos ancora più profondo dopo la morte del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah. La popolazione civile, terrorizzata dai bombardamenti israeliani, è in fuga. Secondo l'Alto commissario dell'Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, sono ben oltre 200mila gli sfollati all'interno del Libano, mentre almeno 50mila cittadini hanno cercato rifugio in Siria.
Le operazioni di soccorso, coordinate anche dall'Unhcr, sono in corso per aiutare tutti coloro che ne hanno bisogno. A Beirut, tra le macerie di Dahieh, i soccorritori camminano sulle rovine cercando superstiti, mentre all'alba riprendono i raid dell'aviazione israeliana. Decine, forse centinaia di vittime, giacciono sotto le macerie, e il bilancio dei morti continua a salire, superando già i 1000 in dieci giorni.
La capitale libanese è in preda al caos: lunghe colonne di mezzi dell'esercito pattugliano i principali viali della città per evitare un precipitare delle tensioni tra la popolazione. Molti degli sfollati a Beirut provengono dal sud del paese e dalle aree periferiche a maggioranza sciita, e il lungomare è uno dei principali luoghi di stazionamento.
Hassan, presidente della sezione italiana dell'Unione libanese culturale mondiale, torna ogni anno a trovare i genitori ormai 85enni. Quando Babliyeh è stata colpita, ha deciso di portar via gli anziani genitori e un cognato, riuscendo a raggiungere la loro casa tra le raffiche dei bombardamenti.




