Caos in Libano a seguito della morte di Nasrallah
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Redazione Esteri
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La recente uccisione di Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah, ha scatenato un'ondata di caos e panico in Libano. La notizia della sua morte, avvenuta durante un'operazione militare israeliana, ha avuto un impatto devastante sulla popolazione locale, già provata da anni di instabilità politica ed economica. La Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, ha espresso il suo cordoglio attraverso una serie di messaggi sui social media, invitando i musulmani a unirsi contro Israele e a sostenere l'Asse della Resistenza.
Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha definito l'uccisione di Nasrallah una forma di giustizia per le numerose vittime del leader di Hezbollah, mentre la vicepresidente Kamala Harris ha sottolineato il ruolo di Nasrallah come terrorista con le mani sporche di sangue. Dall'altra parte, la Russia ha condannato l'assassinio, evidenziando le tensioni geopolitiche che circondano l'evento.
Le esplosioni che hanno accompagnato l'operazione militare israeliana sono state avvertite chiaramente nella periferia sud-est di Beirut, a Dekwaneh, dove un centro di accoglienza gestito da una ONG locale è stato colpito duramente. Un volontario ha descritto la scena come impressionante, con persone che tremavano, piangevano e si battevano il petto in segno di disperazione.
La situazione umanitaria in Libano è drammatica: oltre 200.000 persone sono state sfollate all'interno del paese, mentre almeno 50.000 cittadini hanno cercato rifugio in Siria.




