Carnevali rompe il silenzio: “Kolo Muani e Martinez obiettivi, Vlahovic? Nessun colloquio”
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Redazione Sport
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La prima uscita pubblica di Giovanni Carnevali da amministratore delegato della Juventus porta già con sé un messaggio chiaro, diretto e, per certi versi, sorprendente, considerato il tenore delle voci che hanno alimentato le ultime settimane di calciomercato.
A Rimini, dove si è tenuto l’annuale evento organizzato dalla Master Group per l’apertura della finestra di trattative, il nuovo dirigente bianconero ha risposto a una serie di quesiti che riguardano da vicino il futuro della rosa a disposizione di Thiago Motta, e lo ha fatto con un approccio che mescola trasparenza e prudenza, senza però rinunciare a tracciare le linee guida di quella che sarà la strategia estiva della società.
Il caso Vlahovic e il “no” ai contatti
Uno dei temi più caldi, inevitabilmente, riguarda Dusan Vlahovic, il cui nome è stato al centro di numerose speculazioni nelle scorse settimane, con tanto di presunti interessamenti da parte della Juventus per un suo ritorno. Carnevali, però, ha tagliato corto: “Io personalmente non ho mai avuto nessun colloquio con il ragazzo, per cui non c'è stato nulla di che. Ho letto tante cose, ma effettivamente non c'è mai stato niente”.
Una smentita secca, che non lascia spazio a interpretazioni, anche se il dirigente ha poi aggiunto una postilla che lascia aperto ogni scenario: “Poi magari oggi non succede niente e domani succede qualcosa, per cui tutto può accadere. In questo momento comunque non è il nostro primo pensiero assolutamente”. Una dichiarazione che, se da un lato chiude la porta a un interessamento immediato, dall’altro non esclude a priori evoluzioni future, pur ribadendo che la priorità, oggi, è altrove.
Kolo Muani e Martinez, i profili giusti
L’altrove, per Carnevali, ha un nome e un cognome ben precisi, almeno per quanto riguarda i reparti che la Juventus intende rinforzare con maggiore urgenza. Parlando di Randal Kolo Muani, l’attaccante francese in forza al Paris Saint-Germain, il neo ad non ha usato giri di parole: “Beh, sì, è un pensiero importante perché è un ragazzo a cui la società crede e il giocatore ci piace”.
Una dichiarazione che conferma l’interesse concreto per il classe 1998, capace di giocare sia da punta centrale che da esterno offensivo, e che rientra perfettamente nel profilo di giocatore moderno e duttile cercato dalla dirigenza. Ma l’elenco dei desideri non si ferma all’attacco: tra i pali, il sogno resta Emiliano Martínez, il “Dibu” campione del mondo con l’Argentina. Carnevali ha parlato di portiere e attaccante come “pedine fondamentali”, sottolineando che “non basta perché dobbiamo lavorare con calma e non dobbiamo sbagliare, ma dobbiamo cercare di costruire e fare le cose giuste”.
Un approccio metodico, quasi certosino, che rivela la volontà di evitare gli errori del passato e di pianificare ogni mossa con la massima attenzione, consapevole delle responsabilità che il ruolo comporta.
La strategia di Carnevali e il peso delle responsabilità
Abbronzato e visibilmente emozionato, Carnevali ha raccontato a Sky Sport le sue prime sensazioni da dirigente bianconero, descrivendo il suo stato d’animo come un “mix di tante cose, ci sono le emozioni ma anche la consapevolezza di dover fare un lavoro importante”. Una consapevolezza che si traduce in una linea di condotta ben precisa: pazienza e lucidità, per evitare di cadere nella trappola della fretta che, spesso, si rivela nemica delle scelte oculate. “Bisogna avere pazienza e cercare di non sbagliare sul mercato”, ha ripetuto, quasi a voler fissare un mantra per sé e per il suo staff.
Del resto, la Juventus arriva da una stagione complicata e da un biennio di transizione che ha portato a un cambio ai vertici della società, con l’addio di Giuntoli e Comolli e l’arrivo proprio di Carnevali, chiamato a ricostruire su basi più solide. Le sue parole, cariche di determinazione, lasciano intendere che il mercato non sarà una corsa a ostacoli, ma un percorso ragionato, in cui ogni tassello dovrà incastrarsi perfettamente nel progetto tecnico.
Muharemovic, Miretti e gli altri nomi sul tavolo
Non solo i grandi nomi, però, perché la Juventus sta lavorando anche su diverse piste che coinvolgono giovani e contropartite tecniche. Tra queste spicca la situazione di Muharemovic, difensore bosniaco di proprietà del Bologna, per il quale si stanno valutando possibili inserimenti, così come quella di Fabio Miretti, centrocampista classe 2003 che potrebbe essere utilizzato come pedina di scambio proprio con i felsinei per Lucumí.
E non mancano le voci relative a un possibile scambio con l’Inter che coinvolgerebbe Frattesi e Cambiaso, un’ipotesi che, sebbene non confermata ufficialmente, alimenta le indiscrezioni di un mercato che promette scintille. Carnevali, da parte sua, ha scelto di non entrare nel dettaglio di ogni singola trattativa, preferendo mantenere un profilo basso e ribadire il concetto che “abbiamo le idee chiare”, un messaggio che suona come un avvertimento per chiunque pensi di poter approfittare di una situazione di presunta debolezza.
L’estate della Juventus, insomma, si preannuncia densa di colpi di scena e mosse strategiche, con un uomo solo al comando che ha già messo in chiaro quali sono le priorità e, soprattutto, quali no.




