Carnevali, la prima volta da ad della Juve: "Kolo Muani e portiere, priorità. Vlahovic? Mai parlato con lui"
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Redazione Sport
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La prima uscita pubblica di Giovanni Carnevali nei panni di amministratore delegato e direttore generale della Juventus porta già la firma di un mercato estivo che si preannuncia denso di movimenti e, inevitabilmente, di scelte strategiche destinate a segnare il futuro immediato del club bianconero.
L'occasione è quella dell'evento annuale organizzato dalla Master Group a Rimini, tradizionale appuntamento di apertura della sessione estiva di calciomercato, e Carnevali, visibilmente abbronzato e per certi versi ancora emozionato per il nuovo incarico, non si sottrae alle domande dei cronisti presenti in zona mista.
Il suo esordio da uomo di punta dell'area tecnico-amministrativa juventina arriva dopo le esperienze, per certi versi fallimentari, dei suoi predecessori Cristiano Giuntoli e, più recentemente, Damiano Comolli, e il nuovo corso sembra voler imprimere fin da subito una direzione precisa e ben delineata.
Le priorità di mercato: Kolo Muani e un portiere di livello
Carnevali non ha usato giri di parole nell'illustrare i due obiettivi principali su cui la Juventus sta concentrando i propri sforzi in questa finestra di trasferimenti: da un lato l'attaccante Randal Kolo Muani, dall'altro un portiere di caratura internazionale, con il nome di Emiliano Martínez, il "Dibu" dell'Aston Villa, che spicca in cima alla lista dei desideri. "Stiamo portando avanti i discorsi per Kolo Muani ma non è facile", ha ammesso il neo ad, confermando l'interesse per il francese ma anche le difficoltà oggettive legate a una trattativa complessa.
Sull'altro fronte, quello della porta, il dirigente ha svelato che le opzioni non si esauriscono certo al solo Martínez o a Guglielmo Vicario: "Martinez e Vicario non sono gli unici due portieri che stiamo seguendo", ha dichiarato, lasciando intendere che la rosa dei candidati è più ampia e che la società sta valutando più profili prima di compiere la scelta definitiva.
Il caso Vlahovic e i piani per la difesa
Uno dei passaggi più significativi dell'intervista rilasciata a Sky Sport riguarda invece Dusan Vlahovic, il centravanti serbo il cui futuro in bianconero è da tempo al centro di voci e speculazioni. Carnevali è stato categorico: "Personalmente non ho mai parlato con lui", ha affermato, chiudendo di fatto qualsiasi ipotesi di un rapporto diretto o di un confronto in corso con il giocatore. Una dichiarazione che, al netto delle interpretazioni, sembra allinearsi con la linea già emersa nelle settimane precedenti, secondo cui l'attaccante non rientrerebbe più nei piani tecnici della società.
Sul fronte difensivo, invece, il nome di Jhon Lucumi, centrale del Bologna, è stato accostato ai bianconeri, ma Carnevali ha subito smorzato gli entusiasmi: "Lucumi? Non a quelle cifre", ha tagliato corto, chiudendo di fatto una pista che sembrava poter portare a un investimento importante.
Un nuovo corso tra responsabilità e prudenza
Oltre ai singoli nomi, ciò che traspare dalle parole di Carnevali è la filosofia che guiderà la sua gestione: un mix di consapevolezza del peso del ruolo, responsabilità e, soprattutto, la necessità di non commettere errori in un mercato che può rivelarsi insidioso. "È un mix di tante cose, ci sono le emozioni ma anche la consapevolezza di dover fare un lavoro importante. Bisogna avere pazienza e cercare di non sbagliare sul mercato", ha spiegato il dirigente, sottolineando come la costruzione della nuova Juventus debba passare attraverso scelte ponderate e non attraverso operazioni affrettate.
"Abbiamo le idee chiare – ha ribadito – sappiamo di dover fare un lavoro importante, con pazienza, e grandi responsabilità. Attaccante e portiere sono due pedine fondamentali. Poi non basta perché dobbiamo lavorare con calma e non dobbiamo sbagliare, ma dobbiamo cercare di costruire e fare le cose giuste". Un messaggio chiaro, insomma, che traccia i contorni di una rivoluzione che sarà graduale ma decisa, e che partirà proprio dai due ruoli chiave individuati come priorità assolute.




