Miretti-Lucumí, la Juve detta le regole: Carnevali non si piega e il Bologna respinge
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Alla prima uscita pubblica da massimo dirigente della Juventus, Giovanni Carnevali ha mostrato uno dei motivi per i quali la proprietà ha deciso di puntare su di lui. Detta le proprie condizioni, quelle più favorevoli al club per cui lavora, lo dice chiaramente e difficilmente da lì si scosta. Questo anche a fronte dell'obiettivo dei 13 milioni di plusvalenze da registrare entro la fine della giornata di oggi, un traguardo che condiziona inevitabilmente le mosse di una società chiamata a muoversi con tempismo e determinazione sul mercato.
La strategia di Carnevali e il muro del Bologna su Lucumí
Il calcio a volte mostra una strana tendenza a ripetere lo stesso copione, e così a Casteldebole l'inizio di questo mercato, almeno sull'asse Bologna-Torino, assomiglia in modo impressionante a quello di due anni fa. Allora il tormentone rispondeva al nome di Riccardo Calafiori, oggetto dichiarato del desiderio della Signora sulla cui panchina si era appena seduto il 'transfuga' Thiago Motta.
Oggi il protagonista del mercato rossoblù, e insieme il nuovo oggetto dei desideri bianconeri, è un altro difensore made in Casteldebole, ovvero Jhon Lucumí, il cui profilo tecnico e le caratteristiche fisiche sembrano incarnare alla perfezione le esigenze della retroguardia juventina.
Ormai è cosa nota: Jhon Lucumí è uno dei primi obiettivi della Juventus per rinforzare la difesa, ma il piano del Bologna, forte della clausola rescissoria che scade a metà luglio, è chiaro e cristallino. Attendere l'arrivo di un club inglese che possa versare i 28 milioni di euro previsti dalla clausola, una cifra che al momento sembra lontana dalle disponibilità economiche della società torinese.
Per questo, fa sapere Nicolò Schira, i felsinei hanno rigettato l'offerta bianconera da 18 milioni, ritenuta ampiamente insufficiente per un calciatore che il club emiliano valuta ben oltre quella soglia e per il quale si prospetta una vera e propria asta internazionale nelle prossime settimane.
Miretti, la valutazione della Juve e la distanza con il Bologna
Parallelamente alla trattativa per il difensore colombiano, prosegue senza particolari scossoni la discussione relativa al centrocampista Fabio Miretti. La Juventus, infatti, valuta il proprio giovane talento tra i 13 e i 14 milioni di euro, una richiesta che permetterebbe ai bianconeri di realizzare una significativa plusvalenza. Considerando che il centrocampista è cresciuto nel settore giovanile del club, ogni cifra incassata rappresenterebbe un guadagno netto in termini di bilancio, elemento non trascurabile in questa fase di mercato.
Una valutazione che, però, il Bologna ritiene ancora troppo elevata, preferendo prima definire almeno un'operazione in uscita prima di investire sul mercato in entrata, motivo per cui la trattativa procede senza particolari accelerazioni e resta in attesa di sviluppi legati ad altre cessioni.
Dall'altra parte, Carnevali tiene il punto: non intende svendere il suo gioiello e la distanza tra domanda e offerta, seppur non abissale, al momento appare difficile da colmare in tempi brevi. Il Bologna, consapevole del valore del proprio parco giocatori e della concorrenza che potrebbe arrivare dalla Premier League, aspetta il momento giusto per piazzare i propri colpi.
La società emiliana, in questa fase, appare più propensa a valutare le proprie priorità di mercato in base alle uscite piuttosto che a forzare l'ingresso di un elemento come Miretti, che pure rappresenta un'opportunità concreta per aumentare il tasso tecnico della mediana rossoblù. L'intreccio tra le due operazioni è evidente, ma al momento la sensazione è che si tratti di due binari paralleli destinati a incrociarsi solo quando una delle due parti deciderà di fare un passo indietro.




