Giovanni Carnevali alla Juve: ecco i poteri affidati al nuovo AD

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Giovanni Carnevali è stato investito di ampi poteri operativi come nuovo amministratore delegato e direttore generale della Juventus, secondo quanto emerge dall’atto notarile firmato il 15 giugno 2026 a Torino in esecuzione della delibera del Consiglio di amministrazione del 12 giugno. A conferire formalmente le deleghe è stato il presidente Gianluca Ferrero. Il documento definisce il perimetro d’azione del nuovo dirigente e stabilisce in quali ambiti possa operare con firma singola e in quali casi, invece, sia necessaria la firma congiunta del presidente del CdA oppure una sua autorizzazione scritta per le operazioni di maggiore entità economica.

I poteri operativi affidati a Carnevali

La procura attribuisce a Carnevali la possibilità di intervenire direttamente in una serie di materie rilevanti per la gestione del club. L’impianto delle deleghe evidenzia un ruolo centrale nella struttura decisionale della Juventus, con la possibilità di agire autonomamente in diversi ambiti amministrativi e organizzativi. Per le operazioni più importanti dal punto di vista economico, invece, il sistema prevede un controllo condiviso con la presidenza, attraverso la firma congiunta o una preventiva autorizzazione. Si tratta di una configurazione che definisce con precisione le responsabilità del nuovo amministratore delegato e il rapporto operativo con il vertice istituzionale della società.

Accanto all’aspetto formale delle deleghe emerge anche la linea di lavoro che accompagnerà i primi mesi della gestione. Le parole associate al nuovo corso sono “conoscenza” e “azione”, due concetti che descrivono un percorso iniziale orientato alla comprensione approfondita della realtà bianconera e successivamente all’attuazione delle scelte necessarie. L’obiettivo dichiarato è conoscere il club in ogni dettaglio, dalle persone che ne fanno parte alle dinamiche che regolano il funzionamento della struttura. Solo dopo questa fase di analisi dovrebbero arrivare le decisioni relative all’organizzazione interna, alla distribuzione dei ruoli e alle eventuali modifiche della struttura dirigenziale.

La centralità del nuovo dirigente emerge anche dalle aspettative che accompagnano il suo arrivo. Carnevali viene descritto come una figura chiamata a incidere non soltanto sugli aspetti amministrativi ma anche sull’assetto complessivo della società. La fase iniziale del suo mandato appare quindi legata a un lavoro di valutazione interna che dovrà coinvolgere settori differenti del club. L’attenzione è rivolta alla costruzione di una macchina organizzativa più efficiente, attraverso una verifica delle competenze presenti e delle funzioni assegnate ai vari dirigenti.

Le aspettative sul nuovo corso e il ruolo del settore giovanile

Intorno alla figura di Carnevali si registrano anche valutazioni positive da parte di chi lo ha conosciuto durante la sua esperienza al Sassuolo. Kristian Thorstvedt, centrocampista della Norvegia acquistato dal Gent nel 2002 da Carnevali quando era amministratore delegato del club neroverde e rimasto con quella dirigenza nelle ultime quattro stagioni, ha espresso un giudizio favorevole sulla scelta effettuata dalla Juventus. Dopo il debutto mondiale con la vittoria per 4-1 contro l’Iraq, il giocatore ha dichiarato di conoscere bene il dirigente e si è detto convinto che la decisione presa dalla società bianconera sia quella corretta, collegando il suo arrivo anche alla possibilità di riportare la squadra a competere per il titolo.

Tra gli ambiti indicati come prioritari per il rilancio organizzativo compare il settore giovanile. L’arrivo di Carnevali viene associato a una serie di cambiamenti destinati a richiedere tempo, con interventi che dovrebbero riguardare il modo di operare e la struttura interna della società. Proprio l’area delle giovanili viene individuata come uno dei comparti sui quali agire con maggiore decisione. Le ultime gestioni attribuite a Giuntoli e Comolli avrebbero modificato alcuni equilibri organizzativi o dedicato un’attenzione ritenuta insufficiente a un settore che nel decennio precedente aveva contribuito alla costruzione di un patrimonio tecnico importante. In questo contesto il nuovo amministratore delegato si trova a gestire una fase di revisione che coinvolge non soltanto le attività quotidiane della società, ma anche la valorizzazione delle risorse e dei percorsi di crescita interni.

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