Gabbana si dimette dalla presidenza Dolce
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Redazione Economia
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La notizia, filtrata nelle prime ore di questa mattina tra le pieghe di un comunicato asciutto e volutamente privo di enfasi, ha subito assunto i contorni di un vero e proprio terremoto per il sistema moda italiano. Stefano Gabbana, il sessantatreenne stilista milanese (classe 1962, Scorpione, una vita passata a costruire uno degli imperi più riconoscibili del made in Italy), ha ufficialmente rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente di Dolce&Gabbana, l’azienda che, è bene ricordarlo, porta il suo cognome accanto a quello del socio storico Domenico Dolce. Un gesto che, sebbene incorniciato dalla dirigenza come un semplice tassello di una “evoluzione organizzativa”, puzza lontano miles di crisi profonda e di scenari ben più complessi di una pacifica transizione generazionale.
L’addio alla poltrona e il nuovo assetto ai vertici
A decorrere dal primo gennaio 2026, dunque da poco più di tre mesi, la presidenza è passata nelle mani di Alfonso Dolce, fratello di Domenico. Un nome, quest’ultimo, certamente meno esposto ai riflettori rispetto ai fondatori, ma da sempre vicino alle dinamiche interne del gruppo. La decisione di Gabbana – che fino a ieri risultava ancora formalmente al timone dell’organo di vigilanza – sarebbe maturata in realtà già nei mesi scorsi, secondo quanto riportano diverse agenzie e testate (tra cui il Tg5 e il programma di approfondimento di Nicola Porro), e solo ora resa pubblica. Nessuna scenata, nessuna dichiarazione infuocata: un silenzio quasi tombale da parte dello stilista, il quale, dal canto suo, si è sempre distinto per una comunicazione personale molto diretta, soprattutto sui social (dove il suo profilo Instagram conta milioni di seguaci). Ma il nodo, per chi osserva da fuori, non è solo la poltrona lasciata vuota. È ciò che gli ruota intorno.
Sullo sfondo, la cessione del 40% e l’ombra dell’ex Gucci
E infatti, mentre il mondo della cronaca e della moda cerca di decifrare le ragioni di un passo indietro tanto improvviso quanto deflagrante, emergono indiscrezioni che parlano di una possibile vendita di una quota importante del capitale, pari al 40%. Un’operazione, se confermata, che segnerebbe una cesura netta con il passato: la maison fondata nel 1985 a Legnano perderebbe quella compattezza familiare che ne ha sempre costituito il mito di fondazione. Ad accomodarsi sulla scena, in questa ipotesi di rimpasto, spunta il nome di Stefano Cantino, ex manager di Gucci. La sua figura, avvolta in un alone di riservatezza, viene descritta come un possibile amministratore delegato o consulente di alto profilo incaricato di traghettare l’azienda fuori dalle secche. Non si parla ancora di cifre ufficiali né di accordi siglati, ma la semplice compresenza di un addio ai vertici e di un’offerta sul tavolo per una fetta rilevante del capitale basta a far tremare i polsi degli addetti ai lavori.
Patrimonio, vita privata e il presente di uno stilista senza azienda?
Stefano Gabbana – che non va confuso con l’amico e collega Domenico, dal quale ebbe anche una relazione sentimentale terminata agli inizi degli anni Duemila – è oggi un uomo di sessantatré anni, alto un metro e settantacinque, con un patrimonio accumulato in decenni di successi planetari. Dimessosi dalla presidenza, l’imprenditore milanese non ha però abbandonato del tutto il brand: la sua quota di possesso resta intatta, almeno per il momento, anche se la cessione del 40% – qualora andasse in porto – ridisegnerebbe completamente gli equilibri di potere interni. Quanto alla vita privata, dopo la fine della relazione con Domenico Dolce, Gabbana ha avuto storie più o meno brevi e sempre tenute lontane dai riflettori con cura certosina; oggi, del suo compagno attuale, non trapela nulla di certo, segno di una riservatezza che, in un’epoca di esposizione totale, suona quasi come una dichiarazione di intenti.
Un futuro da scrivere, tra silenzi e voci di corridoio
Per la storica maison siciliano-milanese – celebri gli abiti neri, le campagne pubblicitarie controverse e le passerelle da sogno – si apre dunque una fase nuova, opaca e carica di incognite. Le difficoltà finanziarie, mai ammesse apertamente ma spesso sussurrate negli ambienti di settore, potrebbero aver accelerato i tempi di un addio che nessuno si aspettava così rapido. I programmi di informazione pomeridiana, da “Mattino Cinque” a “Quarto Grado”, si sono già impadroniti della notizia, rimbalzandola tra fatti di cronaca, gossip e analisi economiche. Gabbana, da parte sua, non ha ancora rilasciato interviste né conferenze stampa. Per ora si limita a esistere, defilato, nell’immaginario collettivo come il genio irriverente di una moda che non esiste più. Quel che accadrà nei prossimi mesi – tra vendite, nuovi ingressi e assetti dirigenziali – nessuno può ancora dirlo con certezza. Ma una cosa è chiara: il colpo incassato questa mattina dal mondo della moda non sarà facile da mandare giù.




