Riforma della giustizia, l'Anm critica l'autonomia dei giudici

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati (Anm), Giuseppe Santalucia, ha espresso preoccupazione riguardo alla riforma della giustizia proposta dal governo, che prevede la modifica della Costituzione e l'introduzione della separazione delle carriere dei magistrati. Secondo Santalucia, tale riforma rischia di compromettere l'autonomia e l'indipendenza dei giudici, in particolare quella del pubblico ministero, traducendosi in un deficit di indipendenza per l'intero sistema giudiziario.

Silvia Albano, presidente di Magistratura Democratica e nota per essere stata tra i primi giudici a non convalidare il trattenimento nel centro migranti in Albania, ha sottolineato come la riforma renderebbe i pubblici ministeri meno indipendenti, con il Viminale che guiderebbe l'azione penale. Albano ha inoltre criticato il titolo della riforma, ritenendolo fuorviante poiché contiene molte altre disposizioni oltre alla separazione delle carriere.

Durante il Consiglio direttivo dell'Anm a Roma, è stato deciso di organizzare una serie di proteste contro la riforma. In occasione della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, i magistrati dell'Anm esibiranno una coccarda tricolore sulla toga, non per celebrare l'unità nazionale, ma per sancire un affronto al governo. Inoltre, esporranno cartelli con frasi sul valore della Costituzione e abbandoneranno l'aula durante l'intervento del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, o di un suo rappresentante.

L'Anm ha anche deliberato uno sciopero dei magistrati per il 27 febbraio, in segno di protesta contro la riforma.

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