Attacco a Hezbollah, esplosioni di cercapersone causano morti e feriti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   LONDRA – Un'operazione di sabotaggio condotta dal Mossad, il servizio di spionaggio israeliano, ha portato alla manomissione di migliaia di cercapersone acquistati da Hezbollah, inserendo in ciascuno degli apparecchi un minuscolo quantitativo di esplosivo. L'attacco ha causato la morte di almeno 18 persone e migliaia di feriti in Libano e Siria. Tra le vittime si contano due bambini e una donna, mentre circa 500 membri di Hezbollah hanno perso la vista.

L'operazione potrebbe essere avvenuta in Europa, dove i cercapersone sarebbero stati fabbricati. La società taiwanese Gold Apollo ha rivelato che i dispositivi utilizzati dal gruppo paramilitare libanese Hezbollah sono stati prodotti e venduti da una società chiamata BAC, che aveva autorizzato l'applicazione del proprio marchio sui dispositivi.

L'attacco ha avuto luogo martedì, con esplosioni simultanee di migliaia di cercapersone in varie località, tra cui Beirut. Il governo libanese ha attribuito l'attacco a Israele, mentre il Times of Israel ha confermato che l'operazione ha ucciso 12 persone, tra cui due bambini e una donna, e ne ha ferite oltre 4mila. La tv Al-Hadath ha riportato che circa 500 membri di Hezbollah hanno perso la vista a causa delle esplosioni.

Il governo libanese ha diffuso le generalità dei tre civili uccisi nell'attacco: Fatima Abdallah, 10 anni, della regione di Baalbeck, Muhammad Bilal, della periferia sud di Beirut, e l'infermiera Atta Dirani, colpita mentre lavorava in un ospedale nella regione di Baalbeck.

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