Lettonia al voto tra droni, Russia e sfida sul sostegno a Kiev
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Redazione Esteri
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La Lettonia è chiamata alle urne per rinnovare il Saeima, il Parlamento nazionale, in un voto segnato dalle preoccupazioni per la sicurezza, dai rapporti con la Russia e dal sostegno all’Ucraina. I seggi si sono aperti alle 8 locali, le 7 in Italia, e la chiusura è prevista alle 20, corrispondenti alle 19 italiane. La consultazione arriva dopo mesi di tensioni politiche e dopo un acceso confronto sulla linea da mantenere sul fronte orientale dell’Europa.
La sicurezza al centro della campagna elettorale lettone
Il tema della difesa nazionale ha avuto un ruolo centrale nel confronto politico, anche per la posizione geografica del Paese, membro dell’Unione europea e della NATO e confinante con Russia e Bielorussia. Le preoccupazioni sono aumentate dopo episodi legati alla presenza di droni nello spazio aereo lettone, una vicenda che aveva contribuito alla crisi della precedente maggioranza di governo.
Il primo ministro Andris Kulbergs, uscendo da un seggio a Riga, ha dichiarato che la Lettonia non può essere “l’anello debole” del fianco orientale e ha richiamato la necessità di mantenere un fronte comune sulla sicurezza. La sua linea politica prevede il rafforzamento delle capacità contro i droni e il mantenimento di una spesa per la difesa pari al 5% del prodotto interno lordo, un livello tra i più elevati nell’Alleanza Atlantica.
Il confronto tra sostegno all’Ucraina e crescita dei partiti filorussi
La guerra in Ucraina e il rapporto con Mosca hanno diviso il dibattito elettorale. Kulbergs e Lista Unita hanno sostenuto la prosecuzione degli aiuti a Kiev, mentre alcune forze politiche considerate più vicine alle posizioni russe hanno contestato questo orientamento, chiedendo maggiore attenzione ai problemi economici interni e al costo della vita.
Tra gli elementi che hanno caratterizzato la campagna ci sono anche le difficoltà economiche percepite da una parte degli elettori, con il tema dei prezzi elevati e degli stipendi tra le questioni più discusse. Le formazioni populiste hanno cercato di intercettare il malcontento, in particolare nelle fasce della popolazione più critiche verso l’attuale politica estera di Riga.
Il rinnovo del Saeima e la sfida politica interna
Gli elettori devono scegliere i rappresentanti del nuovo Parlamento unicamerale tra 1.428 candidati appartenenti a quattordici liste. Il sistema elettorale proporzionale rende possibile un quadro frammentato, con la necessità di costruire alleanze dopo il voto per formare una maggioranza di governo.
Alla vigilia della consultazione, i sondaggi indicavano Lista Unita, il partito guidato dal primo ministro, in testa con una percentuale superiore al 14%, ma senza una previsione di maggioranza autonoma. Dietro questa formazione emergevano partiti populisti e movimenti con posizioni differenti sulla politica verso Mosca e sull’assistenza militare all’Ucraina.
L’affluenza registrata nella prima parte della giornata ha raggiunto il 25,5% alle ore 12. Nei giorni precedenti una parte degli elettori aveva già utilizzato la possibilità del voto anticipato, con oltre 169 mila persone che avevano espresso la propria preferenza attraverso questa modalità.
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