Eni dice no allo spostamento del rigassificatore, Arboscello (PD) chiede a Toti di affrontare la realtà

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Eni ha espresso un parere non positivo sulla ricollocazione della Golar Tundra a Vado. Secondo Roberto Arboscello, consigliere regionale del Partito Democratico, il presidente della Regione, Giovanni Toti, non ha più giustificazioni a cui appellarsi. Arboscello sostiene che il trasferimento aumenterebbe i costi del gas, contrariamente a quanto affermato da Toti.

Il coordinamento #quellidellaCatena, formato da associazioni e cittadini contrari al progetto di ricollocamento del rigassificatore nel savonese, ha rilasciato una nota in cui esprime preoccupazione per le dichiarazioni di Toti. Il presidente della Regione ha affermato che "qualche cittadino di Savona si è arrabbiato, ma penso che faccia sempre più rumore l'albero che cade rispetto alla foresta che cresce, duemila persone in piazza vuol dire che 200mila erano a casa loro e saranno felici quando pagheranno meno le bollette del gas".

Eni ha formalizzato in audizione all'Arera la contrarietà a spostare l'impianto industriale del rigassificatore e la Golar Tundra a Vado Ligure. Secondo Eni, dopo tre anni che opera a Piombino, il trasferimento comporterebbe nuovi ingenti costi infrastrutturali che incidono sui costi per l'importazione di gas. Questi costi sarebbero a carico dei cittadini tramite le bollette. Questa posizione è stata sostenuta anche da Pippo Rossetti, consigliere regionale di Azione Liguria, Massimiliano Carpano, consigliere comunale e segretario di Azione Savona, e Adele Taramasso, consigliera comunale.

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