Saipem vola a piazza affari dopo i conti trimestrali, occhi puntati su hormuz

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il titolo Saipem ha archiviato la mattinata in netto rialzo, mettendo a segno un progresso superiore al 7% che l’ha spinto fino a 4,2 euro per azione, e conquistando così la vetta del listino milanese. Un balzo, questo, alimentato dalla pubblicazione dei risultati del primo trimestre 2026 – rivelatisi sostanzialmente allineati alle stime degli analisti – e dalla contestuale conferma della guidance per l’intero esercizio, un segnale che il mercato ha letto come una prova di tenuta nonostante lo scenario geopolitico tutt’altro che tranquillo.

Ricavi in leggera crescita, margini in forte accelerazione

Nel dettaglio dei numeri, il gruppo guidato da Alessandro Puliti ha registrato ricavi per 3.528 milioni di euro, una cifra che migliora di poco i 3.518 milioni del pari periodo del 2025. Molto più significativo, invece, il balzo dell’EBITDA adjusted, salito a 434 milioni contro i 351 milioni dell’anno precedente, con un aumento che sfiora il 24%. Un margine in decisa espansione – va detto – che testimonia una gestione operativa capace di assorbire le tensioni internazionali senza compromettere la redditività. Il portafoglio ordini, in particolare nella regione del Golfo, continua a rappresentare il baricentro strategico del business, e proprio da lì arrivano le scommesse più rilevanti per il futuro.

Puliti: “Hormuz? Nessun impatto per ora, ma monitoriamo”

Nel corso della conference call con gli analisti seguita alla diffusione dei conti, l’amministratore delegato Alessandro Puliti ha voluto fornire qualche elemento in più sull’esposizione del gruppo in Medio Oriente. «Non vediamo al momento un impatto dalla chiusura dello Stretto di Hormuz», ha spiegato, descrivendo la domanda nell’area come «solida, viva e dinamica». E anzi, secondo Puliti proprio quelle zone oggi segnate dal conflitto potrebbero trasformarsi in un’opportunità per la ricostruzione, un’eventualità che Saipem intende intercettare con i propri mezzi e la propria capacità tecnica. Non è mancata, però, una nota prudenziale: il manager ha infatti avvertito che «il periodo critico sarà tra fine giugno e luglio», lasciando intendere che l’evoluzione delle operazioni nello Stretto verrà seguita con attenzione nei prossimi mesi.

Golfo e Mozambico, i due pilastri della strategia

A corroborare l’ottimismo del mercato contribuiscono anche i numeri già realizzati nella regione: il gruppo ha infatti generato ricavi per 1,1 miliardi di euro nel solo Golfo, mentre procede senza intoppi sul progetto Mozambique LNG, una delle commesse più strategiche del portafoglio. La conferma della guidance annuale – va sottolineato – arriva in un frangente in cui molte aziende operanti nel settore energia e infrastrutture avrebbero potuto rivedere al ribasso le proprie stime. Saipem, al contrario, tiene il punto, e lo fa sfruttando proprio quella presenza radicata in un’area ad alta tensione che altri interpretano come un rischio, ma che l’ad definisce un terreno fertile. Il titolo, di riflesso, ha accelerato nella seconda parte della seduta, trascinando con sé l’intero comparto dei servizi petroliferi a piazza Affari.

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