Mattarella ad Arraiolos: unità Ue o autolesionismo, decisioni più rapide e difesa comune
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Redazione Esteri
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Al XXI vertice del gruppo Arraiolos, riunito a Brdo pri Kranju in Slovenia su invito della presidente slovena Nataša Pirc Musar, Sergio Mattarella ha parlato per primo ed è stato presentato dalla padrona di casa come «il membro più anziano e rispettato». Il capo dello Stato ha indicato nella velocità decisionale una questione ormai strategica, non soltanto amministrativa: senza tempi rapidi, ha avvertito, i problemi verrebbero decisi da altri soggetti e l'Europa ne subirebbe passivamente gli effetti.
I numeri citati dal capo dello Stato
Nel suo intervento Mattarella ha richiamato i dati Eurobarometro: circa il 90% dei cittadini europei chiede una maggiore unità tra gli Stati membri, mentre il 75% considera l'Unione un fattore di stabilità nel contesto mondiale di crisi. Da qui l'invito a proseguire con determinazione sulle riforme interne necessarie e a rafforzare il quadro finanziario e la competitività, perché l'interesse della generazione presente e di quelle future non consente battute d'arresto.
Il monito contro le vie separate
«Nessun Paese del continente – nessuno – può pensare a un futuro separato da quello degli altri: sarebbe una fuga dalla realtà e, ancor più che un'illusione, un atto autolesionista». La frase pronunciata a Brdo sintetizza la posizione italiana: di fronte a sfide straordinarie che investono sicurezza, prosperità e capacità di agire con autorevolezza sulla scena internazionale, la divisione non è un'opzione praticabile.
Il ragionamento si estende all'allargamento: l'accelerazione del processo dai Balcani occidentali a Ucraina e Moldova è giudicata necessaria perché una Unione ben oltre i trenta membri non potrebbe funzionare con le regole decisionali attuali.
Difesa comune e interoperabilità degli strumenti militari
Sul fronte della sicurezza, Mattarella non ha usato formule diplomatiche: la difesa comune richiede interoperabilità rapida degli strumenti militari, condizione indispensabile tanto per la difesa europea quanto per rafforzare la Nato sul versante europeo, così da ripristinare un equilibrio rispetto alla postura della Russia che nella storia è sempre stato garanzia di pace.
Il negoziato sul Quadro finanziario pluriennale è stato definito decisivo, perché le scelte compiute definiranno non solo la distribuzione delle risorse ma anche il livello di ambizione con cui l'Europa intende affrontare le trasformazioni in atto.
Il formato del vertice e il contesto sloveno
Il gruppo Arraiolos riunisce ogni anno i capi di Stato dell'Unione privi di poteri esecutivi; avviato nel 2003 dal presidente portoghese Jorge Sampaio, prende il nome dalla città lusitana che ospitò il primo incontro. Per la Slovenia si è trattato della prima ospitalità dal 2003, con la riunione dedicata al tema «L'Unione Europea in un'epoca di crisi multiple: tra ritirata e perseveranza».
All'incontro di Brdo hanno partecipato i presidenti di Austria, Germania, Lettonia, Malta, Slovacchia, Grecia, Polonia, Irlanda, Portogallo, Ungheria ed Estonia, oltre a Mattarella e alla ospite Pirc Musar. Il formato informale consente ai partecipanti di parlare senza le prudenza diplomatiche dei consessi esecutivi, e in questa edizione il dibattito si è concentrato sulla capacità dell'Europa di mantenere influenza e ruolo attivo in un contesto internazionale in evoluzione.
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