Inter, a lecce senza lautaro e con un centrocampo inedito: Diouf verso la prima da titolare in mediana, Pio Esposito in attacco

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’emergenza in casa Inter, reduci dalla spedizione norvegese sul sintetico di Bodo e dalle sue amare conseguenze, assume contorni ben definiti alla vigilia della trasferta salentina. Cristian Chivu, chiamato a gestire una squadra falcidiata da squalifiche e affaticamenti, sta delineando un undici di partenza che porta la chiara firma delle necessità, più che delle gerarchie consolidate. Se l’attacco piange per l’assenza del suo capitano, è in mediana che si concentrano i grattacapi maggiori per l'allenatore nerazzurro. Oltre alle assenze certe per squalifica di Hakan Calhanoglu e Nicolò Barella, due pilastri del centrocampo titolare, pesano come macigni le condizioni di chi ha giocato – e sofferto – sul campo del Bodo/Glimt -1.

Henrikh Mkhitaryan, in particolare, è tornato dalla trasferta europea visibilmente spremuto, e all’età di 37 anni la gestione delle energie diventa un fattore cruciale; la possibilità di vederlo in campo dal primo minuto due volte in pochi giorni appare remota. E poi c'è il caso di Petar Sucic, il cui impiego in Norvegia non ha convinto appieno: novanta minuti giocati su un terreno artificiale che, come informale rimostranza, la dirigenza interista ha definito più simile al tappeto del Subbuteo che a un campo di calcio di livello europeo, un dettaglio che non gioca certo a favore del suo impiego immediato -9. In questo scenario di uomini contati, caratterizzato da un centrocampo da ricostruire e da un'infermeria che tiene banco, la sfida del Via del Mare si trasforma in un banco di prova formidabile per chi finora ha avuto poco spazio.

Diouf, la scommessa dal primo minuto: dal Lecce (da esterno) a Lecce (da mezzala)

La suggestione, quasi una beffarda coincidenza del destino, riguarda Andy Diouf. Il giovane francese, acquistato in estate per rappresentare il futuro della mediana, in campionato ha collezionato una sola presenza dal primo minuto, peraltro ricoprendo il ruolo di esterno destro. E sapete contro quale avversario giocò quella partita? Contro il Lecce -1. Ora, a distanza di mesi, Diouf si ritrova proiettato verso una nuova occasione dal principio, ma con una probabile, sostanziale differenza: questa volta potrebbe agire al centro, nel vivo dell’azione, da mezzala -7. Con Zielinski che scalpita per tornare in cabina di regia dopo aver smaltito i fastidi muscolari accusati proprio in Norvegia, e con Frattesi che ha recuperato da una gastroenterite e viaggia verso la convocazione, la cerniera di centrocampo potrebbe regalare una delle soluzioni più inedite della stagione -3. Si tratterebbe di una promozione sul campo, un’opportunità per dimostrare che le qualità che avevano spinto la dirigenza a puntare su di lui non sono un miraggio.

L’attacco è roba giovane: la grande occasione di Francesco Pio Esposito

Se a centrocampo si naviga a vista, il reparto avanzato, complice la defezione eccellente, ha le idee più chiare. L’infortunio di Lautaro Martinez, un risentimento muscolare al soleo del polpaccio sinistro che lo terrà lontano dai campi verosimilmente per un mese, apre scenari importanti in casa Inter -2. Il capitano, uscito malconcio dalla sfida di Champions, lascia un vuoto tecnico e carismatico non indifferente, ma il calcio, e Chivu lo sa bene, vive anche di queste sliding doors. La serata amara di Bodo, oltre a una sconfitta pesante, ha quindi partorito questa opportunità per Francesco Pio Esposito -8. Il giovane attaccante, che in Norvegia aveva già assaporato il campo dal primo minuto al fianco del Toro, si prepara ora a guidare l’attacco insieme a Marcus Thuram. Per lui, reduce da una stagione di crescita e apprendistato, la trasferta di Lecce rappresenta molto più di una semplice partita: è l’occasione per dimostrare di poter essere l’erede temporaneo, ma soprattutto per guadagnare quei minuti di qualità che fanno la differenza nella carriera di un attaccante -10.

Le scelte difensive e il ritorno dei nazionali

Davanti a Sommer, la linea a tre dovrebbe vedere novità rispetto alla trasferta norvegese. Con Bastoni inizialmente destinato a un turno di riposo, spazio a una retroguardia composta da Bisseck, Akanji e Carlos Augusto, con quest'ultimo adattato nuovamente sul centrosinistra -1. Sugli esterni, dove le rotazioni sono meno problematiche, dovrebbero agire Luis Henrique a destra e il rientrante Federico Dimarco a sinistra, pronti a fornire la consueta spinta sulle fasce. Il ritorno di giocatori come Piotr Zielinski, che ha recuperato e si candida per un posto da regista, e Davide Frattesi, permette almeno di allargare il ventaglio delle scelte, anche se l'emergenza numerica, specialmente in mezzo al campo, rimane elevata. Una partita, quella contro il Lecce, che Chivu deve vincere con gli uomini che ha, sfruttando la profondità di una rosa che, seppur provata, deve dimostrare di poter sopperire alle assenze pesanti.

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