Atalanta-Lecce, una partita nel segno del dolore: quando il calcio non basta
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Redazione Sport
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La partita tra Atalanta e Lecce, in programma stasera alle 20.45 al Gewiss Stadium, va ben oltre i tre punti in palio. È un incontro che si gioca all’ombra di una tragedia, quella che ha colpito il club salentino con la morte improvvisa del fisioterapista Graziano Fiorita, trovato senza vita giovedì scorso nella camera d’albergo a Coccaglio, dove la squadra era in ritiro. Quarantasette anni, di cui ventisei trascorsi al servizio del Lecce, Fiorita era una figura storica, un uomo che aveva legato la sua vita a quella della società giallorossa.
La decisione della Lega di far disputare comunque la gara – inizialmente prevista per venerdì e poi rinviata – ha sollevato non poche polemiche, tanto da spingere il Lecce a presentarsi a Bergamo senza dirigenti e presidente, mentre la tifoseria ha scelto di non seguire la squadra in segno di lutto. «Niente striscioni», ha annunciato la Curva Sud, ma dai salentini è arrivata una richiesta precisa ai sostenitori bergamaschi: esporre un banner con la scritta “Graziano è qui”, perché il ricordo di Fiorita varchi i confini del dolore di una sola squadra.
E proprio l’Atalanta, del resto, sa cosa significa perdere pezzi importanti della propria storia. Il club orobico, che nel corso degli anni ha visto scomparire prematuramente due giocatori – Cecchino Balzarini nel 1919 e Chicco Pisani nel 1997 – e tre presidenti in carica, da Daniele Turani (1964) a Cesare Bortolotti (1990) fino a Ivan Ruggeri (2013), conosce bene il peso di un lutto che travalica il semplice ambito sportivo.




