Inzaghi, il sogno arabo si infrange sui rigori: tra flop in campionato ed esonero, l’Al Hilal trema

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il divario tra le aspettative astronomiche suscitate dagli investimenti sauditi e la fredda realtà del campo non si è mai mostrato così crudo come in questa fase della stagione per l’Al Hilal. Simone Inzaghi, che molti avevano indicato come l’uomo della rinascita tecnica del club di Riyad, si trova improvvisamente con il baratro sotto i piedi, schiacciato da un doppio flop che rischia di chiudere anzitempo la sua avventura nella Saudi Pro League. L’eliminazione dagli ottavi di finale della AFC Champions League, arrivata ai calci di rigore nella notte di Gedda per mano dell’Al Sadd di Roberto Mancini, ha rappresentato la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso di una pazienza già logorata da una clamorosa emorragia di punti in campionato. A nulla è valso l’armamentario tecnico a disposizione, composto da campioni del calibro di Karim Benzema – autore tra l’altro di uno degli errori decisivi dal dischetto – e Sergej Milinkovic-Savic; la dirigenza, che aveva investito somme faraoniche per dominare il continente, ora valuta seriamente l’ipotesi dell’esonero.

Il paradosso dell’imbattibilità e il sorpasso di Cristiano Ronaldo

Se l’addio alla competizione continentale brucia per la natura improvvisa della sconfitta, è il trend negativo nel torneo nazionale a preoccupare maggiormente lo stato maggiore del club. L’Al Hilal, incredibilmente, non ha ancora perso una partita in questa Roshn Saudi League, eppure si ritrova a rincorrere l’Al Nassr con un distacco di cinque lunghezze che, a sei giornate dal termine, sa di condanna quasi definitiva. La spiegazione di questo paradosso risiede nei numeri piatti: i pareggi sono diventati un’abitudine letale. Dopo aver toccato il +7 a gennaio, la squadra di Inzaghi ha inanellato una serie di stop che hanno permesso a Cristiano Ronaldo e ai suoi di compiere il sorpasso decisivo, approfittando di ogni singolo passo falso del rivale storico. Quella che doveva essere una cavalcata trionfale, forte di un organico superiore per tecnica e profondità di panchina, si è trasformata in un’estenuante agonia fatta di occasioni sprecate e gol subiti nei minuti di recupero, un copione che i tifosi locali non sono più disposti a tollerare.

Le parole di Inzaghi e la risposta gelida del club

Nell’occhio del ciclone mediatico, Simone Inzaghi ha provato a gettare acqua sul fuoco nella conferenza stampa successiva alla debacle, chiudendo la porta a qualsiasi voci di un clamoroso ritorno in Italia o in Serie A. “Rimango all’Al Hilal – ha dichiarato con voce ferma il tecnico piacentino – perché sento di svolgere il mio lavoro al meglio delle mie capacità e ci metto tutto me stesso. Ambivo ai quarti, ma la fortuna non è stata dalla nostra parte”. Una presa di posizione chiara, che però non ha scalfito il clima di crescente sfiducia che aleggia nei palazzi del potere saudita. Nonostante un contratto che lega l’allenatore al club fino al 2027, l’esonero non è più una semplice voce di corridoio: la dirigenza starebbe valutando l’impatto di una stagione che rischia di chiudersi a secco di trofei, un tabù per un club abituato a vincere con continuità. La pazienza, specie dopo i recenti investimenti di mercato di gennaio, è arrivata al capolinea.

L’eredità pesante e la resa dei conti in vista

A pesare sul giudizio intorno a Inzaghi non è solo il presente negativo, ma anche il confronto impietoso con il suo passato recente e con i rivali diretti. Il parallelo con l’ultima, travagliata stagione all’Inter è fin troppo calzante: anche allora, una squadra costruita per vincere si era dissolta nei momenti cruciali, tra una finale di Champions persa e un vantaggio in campionato dilapidato. E come se non bastasse, il beffardo incrocio con Roberto Mancini – che nella stessa serata ha festeggiato la vittoria del campionato qatariota eliminando Inzaghi – ha aggiunto sale sulla ferita aperta della delusione continentale. Ora l’Al Hilal si aggrappa alla finale di Coppa del Re come ultima àncora di salvezza per evitare il tracollo totale, ma per l’ex tecnico dell’Inter il futuro appare più nebuloso che mai: la prossima tornata di campionato potrebbe già rivelarsi l’ultima spiaggia prima di un addio anticipato che, a questo punto, avrebbe il sapore amaro di una resa.

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