Via Crucis al Colosseo, tra fede e sicurezza: le meditazioni di Francesco e la Roma blindata
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Redazione Interno
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Stasera, mentre la luce del tramonto lascerà il posto alle ombre del Venerdì Santo, migliaia di persone si raduneranno attorno al Colosseo per la tradizionale Via Crucis, un rito che unisce sacro e storia in uno dei luoghi più iconici della capitale. La processione, che si snoderà lungo le quattordici stazioni fino al Tempio di Venere al Palatino, sarà guidata dal cardinale vicario Angelo De Donatis, in sostituzione di Papa Francesco, assente per motivi di salute. Le meditazioni, però, portano la firma del pontefice, che ha scelto di concentrarsi sulle lacerazioni della Chiesa e sull’universalità della salvezza.
"La Chiesa è ferita, ma Dio non abbandona nessuno", si legge in uno dei passaggi più significativi del testo papale, dove emerge con forza il richiamo all’accoglienza e alla misericordia. Un messaggio che risuonerà con particolare intensità quest’anno, visto che tra coloro che porteranno la Croce ci saranno migranti, volontari, persone con disabilità e operatori sanitari, simboli di un’umanità spesso ai margini. La scelta non è casuale: Francesco, da sempre attento alle periferie esistenziali, ha voluto che la processione fosse un’immagine concreta di quella "Chiesa in uscita" che ha spesso evocato nel suo magistero.
La sicurezza, come sempre, è un capitolo a parte. Già dal primo pomeriggio, le strade attorno all’Anfiteatro Flavio saranno chiuse al traffico, con un dispiegamento di forze dell’ordine che trasformerà l’area in una sorta di fortezza. Il piano, studiato per evitare disagi ma anche per prevenire eventuali minacce, prevede controlli a tappeto e zone interdette ai non autorizzati già dalle 14. L’evento, trasmesso in mondovisione, richiede misure eccezionali, soprattutto in un momento in cui la tensione internazionale rimane alta.
Mentre i fedeli si preparano a vivere questo momento di preghiera, la città assume un ritmo diverso, sospeso tra devozione e logistica. Le vie del centro, solitamente affollate di turisti, saranno percorse da un silenzio insolito, rotto solo dal rumore dei passi di chi si dirige verso il Colosseo. E se per molti la Via Crucis è soprattutto un’esperienza spirituale, per altri – come gli abitanti del quartiere – rappresenta anche una notte di attese e deviazioni.




