Natale senza Babbo, su Prime Video un Santa Claus in crisi e la forza delle donne
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La notte del 24 dicembre, mentre il mondo aspetta il consueto fruscio di slitta sul tetto, potrebbe invece calare un silenzio insolito, carico di aspettative deluse. È questa la premessa di “Natale senza Babbo”, pellicola Original che Prime Video propone a partire dal 28 novembre, la quale scardina, con toni da commedia, l'icona più consolidata delle festività. Alessandro Gassmann veste i panni di Nicola, un uomo comune che, ogni anno in quel periodo, è costretto a trasformarsi in un Babbo Natale tutt'altro che convenzionale; un personaggio che, oppresso dalla commercializzazione che ormai avvolge il Natale, decide di abbandonare il suo ruolo, gettando nel caos la ricorrenza più attesa. La fuga di questo Santa Claus atipico, la cui gentilezza nasconde una profonda fragilità, diventa il perno narrativo di una storia che esplora le dinamiche familiari sotto una luce inedita.
Un maschile fragile e l'eroismo quotidiano
La scelta di Gassmann di interpretare un personaggio così lontano dagli stereotipi di forza e infallibilità si lega a un'innovazione di fondo della pellicola. L'attore ha sottolineato come l'elemento più originale non stia soltanto nella crisi del protagonista, bensì nel fatto che la sua identità di Babbo Natale non sia permanente, ma si attivi soltanto nel mese di dicembre. Questa intermittenza funziona da metafora per una vulnerabilità maschile che raramente viene rappresentata, mostrando un uomo in difficoltà, che non sopporta il peso della tradizione e che, anziché affrontarlo, sceglie la via della fuga. Una rappresentazione che ribalta i cliché, mostrando un lato del carattere maschile spesso celato per timore di apparire deboli.
Il controcanto di Luisa Ranieri
A fare da contraltare a questa figura in dissoluzione, troviamo il personaggio interpretato da Luisa Ranieri, che in alcune dichiarazioni ha parlato dell'eroismo richiesto alle donne nella società contemporanea. Senza un aiuto esterno, ha osservato l'attrice, gestire gli impegni quotidiani che vanno dalla scuola al lavoro, passando per la complessa gestione delle relazioni familiari, equivale a un'impresa titanica. Il suo ruolo nel film sembra quindi incarnare questa resilienza, ponendosi come il pilastro che, di fronte al vuoto lasciato dalla defezione di Babbo Natale, deve farsi carico di tenere insieme i fili di una festa sull'orlo del collasso.
Una risposta italiana alla commedia natalizia
Dopo il precedente successo di “Elf Me”, Prime Video conferma con questa produzione la volontà di costruire un repertorio di intrattenimento natalizio autoctono, in grado di proporre una visione differente rispetto ai classici film americani, spesso intrisi di un'atmosfera più fiabesca e sognante. “Natale senza Babbo” si inserisce in questo solco con un approccio più concreto, che alle luci sfavillanti e alla magia perfetta preferisce indagare le crepe che si aprono nella perfezione delle feste, suggerendo implicitamente che il Natale non è una questione di genere o di ruoli prestabiliti. La pellicola, disponibile sulla piattaforma dal 28 novembre, delinea così un universo dove la salvezza della ricorrenza potrebbe non arrivare dal cielo con una slitta, ma dalla capacità di affrontare collettivamente le inevitabili imperfezioni.




