Trump annuncia la riduzione dei dazi per la Svizzera, Parmelin: "Accordo con miglioramenti significativi"
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Redazione Esteri
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In un ribaltamento della posizione inizialmente assunta, l'amministrazione Trump ha ufficializzato un'intesa commerciale con la Svizzera che sancisce una sensibile riduzione dei dazi doganali, i quali, dopo essere stati inaspriti lo scorso agosto, scenderanno a una aliquota del 15%. L'annuncio è giunto al termine di una serie di colloqui condotti a Washington dal ministro dell'economia elvetico, il quale ha definito il risultato, non senza una certa soddisfazione, come portatore di "migliori significativi" per le relazioni bilaterali. Prima di lui, anche il rappresentante commerciale statunitense aveva confermato l'avvenuto raggiungimento dell'accordo, sottolineando l'entusiasmo per le prospettive che questo dischiude per il comparto manifatturiero americano.
Le contropartite elvetiche e il trasferimento produttivo
Il negoziato, che ha richiesto un intenso lavoro diplomatico, non è stato privo di contropartite per la Confederazione, chiamata a corrispondere concessioni in cambio del riallineamento tariffario. Secondo quanto dichiarato dal rappresentante americano, una parte consistente della produzione svizzera, che abbraccia settori di alto valore come quello farmaceutico, la lavorazione dell'oro e la costruzione di attrezzature ferroviarie, verrà trasferita sul suolo degli Stati Uniti. Questo spostamento, che rappresenta il cuore della contropartita, è stato presentato come un elemento chiave a sostegno dell'industria nazionale americana, rispecchiando una delle linee guida della politica commerciale dell'attuale presidente.
Il percorso verso l'entrata in vigore
Sebbene l'intesa sia stata raggiunta e pubblicamente annunciata da entrambe le delegazioni, la sua piena operatività non è tuttavia immediata. L'accordo, infatti, dovrà ora sottoporsi all'iter di ratifica da parte del Parlamento svizzero, un passaggio istituzionale necessario che introduce un elemento di variabile temporale, rendendo al momento indeterminata la data effettiva della sua entrata in vigore. Questo processo parlamentare, con i suoi tempi e le sue deliberazioni, costituirà la prossima tappa fondamentale per la concretizzazione degli impegni presi.
Una vittoria per il settore orologiero
Il comparto che esulta maggiormente per questo esito è senza dubbio l'industria orologiera di lusso, che aveva fortemente patito l'imposizione dei dazi al 39%. La riduzione a un livello del 15% viene percepita come un'importante vittoria settoriale, in grado di alleviare la pressione sulle esportazioni verso uno dei mercati di riferimento più redditizi. La conclusione di queste trattative, per quanto ancora da ratificare, segna dunque una tregua nelle tensioni commerciali, stabilendo un nuovo quadro di regole che ambisce a bilanciare gli interessi delle due economie.




