Il governo impugna la legge toscana sul salario minimo: la Regione rischia lo stop dopo la Puglia
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Redazione Interno
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Non è la prima volta che il governo Meloni blocca un tentativo di introdurre il salario minimo a livello regionale, eppure la decisione di impugnare la legge approvata dalla Toscana – dopo un analogo intervento contro la Puglia a gennaio – riaccende lo scontro tra esecutivo e centrosinistra. La norma, varata il 18 giugno scorso, prevedeva un meccanismo di premialità per le aziende partecipanti a gare pubbliche "ad alta intensità di manodopera": quelle disposte a garantire almeno 9 euro lordi l’ora avrebbero avuto un vantaggio nella valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Un modello che, secondo Palazzo Chigi, viola le competenze esclusive dello Stato in materia salariale, aprendo a possibili squilibri tra territori.
La scelta di ricorrere alla Corte costituzionale, annunciata durante l’ultimo consiglio dei ministri, è stata definita "un attacco ai diritti dei lavoratori" dai parlamentari Pd toscani, che accusano l’esecutivo di "affossare le riforme sociali della giunta Giani". Dello stesso avviso Avs, secondo cui Meloni dimostra ancora una volta di essere "forte con i deboli". Ma il governo, nel sollevare dubbi di legittimità, insiste sul rischio di frammentazione normativa: se ogni Regione adottasse criteri diversi, si creerebbero disparità tali da minare il coordinamento nazionale delle politiche del lavoro.
La Toscana, che aveva puntato su questa misura per contrastare il dumping salariale, si trova ora di fronte a un percorso incerto. La legge regionale, sostenuta con forza dal Partito democratico, era stata presentata come un modello replicabile, nonostante i precedenti avvertimenti arrivati dal ministero del Lavoro. Quello che emerge, al di là delle polemiche, è uno scontro non solo giuridico ma politico: da una parte un esecutivo determinato a mantenere il controllo sulle dinamiche retributive, dall’altra alcune amministrazioni locali pronte a sfidare il centralismo in nome della tutela dei lavoratori.




