Meloni impugna il salario minimo in Toscana, Pd accusa: "Scelta contro i lavoratori"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il governo ha deciso di impugnare la legge approvata dalla Regione Toscana che introduceva un salario minimo di 9 euro l’ora per i lavoratori coinvolti in appalti e subappalti pubblici. Una mossa che ha scatenato le critiche del Partito Democratico, secondo cui si tratterebbe di un attacco ai diritti di milioni di persone. Matteo Ricci, candidato del Pd alla presidenza delle Marche, ha definito la norma toscana "un atto di civiltà" e ha annunciato che, in caso di vittoria, approverà una misura analoga anche nella sua regione. "Meloni impugnerà anche la nostra legge?", ha chiesto durante un comizio a Fano, tappa del suo tour elettorale.

La scelta del governo, che ha giudicato illegittimo l’intervento regionale in materia di retribuzioni, è stata interpretata dall’opposizione come un segnale di ostilità verso i lavoratori più vulnerabili. "Sotto i 9 euro l’ora c’è sfruttamento, e chi blocca il salario minimo ne è complice", ha dichiarato il deputato Pd Federico Scotto, accusando l’esecutivo di favorire un sistema che "impoverisce chi vive del proprio lavoro". Anche il presidente della Toscana, Eugenio Giani, ha annunciato che la Regione ricorrerà alla Corte Costituzionale, sostenendo la legittimità della norma.

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