Il prezzo della casa è sempre più verde: l'efficienza energetica diventa un investimento
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Redazione Economia
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Il prezzo di una casa è sempre più determinato dalla sua efficienza energetica. Questa caratteristica non è più solo una scelta dettata dalla sensibilità ambientale, ma un vero e proprio parametro finanziario che influenza in modo netto il valore degli immobili.
I dati CRIF confermano il divario di prezzo
L'ultimo rapporto di CRIF Real Estate Services, aggiornato a giugno 2025, certifica questa tendenza. Analizzando una quota rappresentativa di immobili oggetto di perizia per mutui in tutta Italia, lo studio evidenzia un divario di prezzo sempre più marcato. Il dato più eclatante rivela che il prezzo medio delle case in classe A e B supera di circa 500 euro al metro quadro quello degli immobili di classe C-E e di ben 700 euro rispetto alle unità più obsolete (classi F e G). Nelle grandi città, questo scarto può arrivare a toccare i 1.100 euro al metro quadro.
Le case green mantengono il valore nel tempo
Le abitazioni efficienti stanno dimostrando una notevole resilienza. Confrontando i dati di giugno 2021 con quelli di giugno 2025, le case in classe A e B non solo hanno mantenuto il loro valore, ma hanno registrato un leggero incremento medio del 2% sul prezzo al metro quadro. Al contrario, gli immobili meno performanti sono soggetti a una "crescente svalutazione", un "brown discount" che ne erode progressivamente l’appeal sul mercato.
Le cause: normative europee e mutui agevolati
A spingere questa divergenza concorrono fattori normativi e finanziari di grande impatto. La direttiva europea "Case Green", i cui effetti si dispiegheranno compiamente a partire dal prossimo anno, orienta la domanda verso soluzioni a minor consumo. A questo si aggiunge l’atteggiamento delle banche, che tendono ormai ad agevolare l’erogazione di mutui per l’acquisto di immobili ad alte prestazioni, rendendo più accessibile il credito per chi punta sull’efficienza.
Un mercato sempre più polarizzato
Il mercato immobiliare italiano si sta polarizzando. Da un lato emerge un segmento "premium" che, pur costando di più all'acquisto, garantisce un migliore mantenimento del valore e minori spese future. Dall'altro, un comparto destinato a una progressiva marginalizzazione, con prezzi in calo e difficoltà di vendita. La sostenibilità si conferma un investimento solido, mentre l’inefficienza energetica diventa un fattore di rischio sempre meno trascurabile per il patrimonio familiare.




