Borse Ue in rialzo, il greggio crolla. Nuovi negoziati Usa-Iran spingono i mercati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'agosto dei mercati finanziari europei si apre all'insegna dell'ottimismo, con i principali indici del Vecchio Continente che mostrano un deciso progresso nelle prime battute della seduta. L'elemento catalizzatore di questo sentiment positivo è da ricercarsi nelle rinnovate speranze di una distensione diplomatica in Medio Oriente, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la sospensione degli attacchi pianificati contro l'Iran, subordinando tale decisione al raggiungimento di un rapido accordo con Teheran.

La svolta di Trump e il crollo del petrolio

A fare da contraltare alla tensione che aveva caratterizzato i giorni scorsi, caratterizzati da minacce di una risposta militare "con grande forza" e dall'invito ai cittadini statunitensi a valutare l'opportunità di lasciare la regione, è stata la controffensiva diplomatica. Domenica 2 agosto, sul suo social Truth, il presidente ha annunciato il rinvio dell'offensiva, subordinando la pace alla "completa, totale e immediata apertura dello Stretto di Hormuz e alla fine della minaccia nucleare dell'Iran".

Questa inversione di rotta ha immediatamente trovato riscontro sui mercati energetici, con un effetto a cascata sui listini azionari. Il Brent e il Wti hanno subito un tracollo, facendo registrare cali che in alcuni casi hanno superato il 7%, come nel caso del Brent sceso a 83,5 dollari al barile. Parallelamente, anche il prezzo del gas naturale ad Amsterdam ha mostrato un forte ribasso, attestandosi a 56 euro al megawattora.

Il contesto: le mosse dell'OPEC+

La pressione al ribasso sui prezzi dell'energia non è stata determinata esclusivamente dal fronte geopolitico. A contribuire a questa dinamica è stata anche la decisione dell'OPEC+ di aumentare la produzione di petrolio per il sesto mese consecutivo. Nel corso di una riunione virtuale tenutasi domenica, sette paesi membri, tra cui Arabia Saudita, Russia e Iraq, hanno concordato di innalzare il proprio tetto di estrazione di 188.000 barili al giorno a partire da settembre.

Questa mossa, che mira a sostenere la stabilità del mercato, si somma all'effetto calmierante generato dalle attese di una risoluzione del conflitto e contribuisce ad allentare le tensioni sull'approvvigionamento energetico.

La reazione dei mercati azionari europei

In questo quadro, gli investitori europei hanno optato per una strategia di risk-on, privilegiando gli effetti positivi del calo dei prezzi delle materie prime energetiche. I future sugli indici del Vecchio Continente hanno puntato decisamente al rialzo, con l'Eurostoxx 50 che guadagnava lo 0,7%, il Dax di Francoforte lo 0,8% e il Cac 40 di Parigi lo 0,6%. Piazza Affari non è stata da meno, con il Ftse Mib che ha mostrato un progresso dello 0,5%, mentre Londra e Madrid si sono attestate rispettivamente a +0,2% e +0,6%.

Le performance sono state guidate dalla prospettiva di un alleggerimento delle pressioni inflazionistiche legate al costo dell'energia, un fattore che potrebbe influenzare le future decisioni delle banche centrali.

Focus su Stellantis e i listini

Tra le blue chip di Milano, spicca la performance di Stellantis, che ha guidato i guadagni del listino milanese. L'attenzione degli operatori si concentra ora sull'evoluzione dei negoziati, con gli occhi puntati su eventuali sviluppi che potrebbero consolidare o meno questo clima di fiducia. La giornata segna quindi un'avvio positivo per il mese di agosto, che si prospetta all'insegna di una maggiore stabilità rispetto alle turbolenze che avevano caratterizzato le settimane precedenti, in attesa dei prossimi capitoli della complessa partita diplomatica tra Washington e Teheran.

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