Il maltempo flagella il Sud, strade chiuse e appelli alla politica dopo l'ondata di Harry

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La bassa pressione denominata “Harry”, raggiunta ormai la fase conclusiva del suo ciclo vitale dopo due giorni di allerta rossa, lascia alle sue spalle, soprattutto in Sardegna, un quadro di criticità che interessa infrastrutture e viabilità. Il ciclone extratropicale, che si è spostato lentamente verso sud-est, ha infatti scaricato la sua forza in maniera disomogenea sul territorio: se in Gallura, zona di Olbia, l’evento si è caratterizzato prevalentemente per venti di intensità eccezionale, che hanno sferzato le coste come non accadeva da anni, gli accumuli pluviometrici – per quanto rilevanti – non hanno superato i 100 millimetri in settantadue ore. Ben diversa la situazione registrata più a sud, dove si sono toccati picchi di oltre 300 millimetri nello stesso arco temporale, una disparità che evidenzia la complessa natura di questi fenomeni mediterranei.

Gallura in via di normalizzazione, ma il mare rimane agitato

Dopo quasi quattro giorni di condizioni proibitive, la Gallura entra finalmente in una fase di progressivo rasserenamento, sebbene il tempo permanga instabile sulle zone costiere esposte. Nella giornata di oggi, il cielo si presenta irregolarmente nuvoloso, con la possibilità di residui fenomeni deboli e isolati, destinati peraltro a esaurirsi con il sopraggiungere della sera; a preoccupare, tuttavia, restano le condizioni del mare, che si mantiene mosso e agitato, prolungando gli effetti di una mareggiata che ha già prodotto danni ingenti. Il miglioramento, per quanto atteso, non cancella dunque l’impatto del ciclone, la cui azione si è concentrata in modo particolare sui settori orientali e nord-orientali dell’isola.

Chiusa una statale cruciale in Sardegna per le verifiche dei danni

Le conseguenze più immediate e tangibili della perturbazione si osservano infatti sulla rete viaria, dove si è reso necessario un intervento drastico per garantire la sicurezza. A causa della forte mareggiata che, ieri, ha invaso buona parte della carreggiata, resta chiusa al traffico la strada statale 195 “Sulcitana”, nel tratto compreso tra il ponte della Scafa a Cagliari e Capoterra. L’Anas, gestore della rete, ha disposto la chiusura per permettere ai propri tecnici di ispezionare con la necessaria accuratezza il tratto costiero colpito, operazioni che potranno essere condotte in modo funzionale solo non appena le condizioni meteorologiche lo consentiranno. Solo dopo una valutazione completa dell’entità dei danni si potrà quindi procedere alla pianificazione degli interventi di ripristino e messa in sicurezza, un processo che richiederà tempi non brevissimi.

L’appello politico per territori fragili e un’emergenza ricorrente

Proprio la gravità della situazione ha spinto la politica a intervenire con un appello diretto, sottolineando come l’emergenza sia spesso aggravata da fragilità strutturali pregresse. Si è espresso in tal senso, da Roma, il leader del Movimento 5 Stelle, il quale, dopo aver espresso solidarietà ai cittadini e agli amministratori locali coinvolti, ha rivolto un monito alle istituzioni, chiedendo interventi immediati per le regioni del Sud flagellate dal maltempo. Il riferimento è esplicito alla Sicilia, alla Calabria e alla Sardegna, dove il violento maltempo e l’eccezionale mareggiata hanno causato danni ingenti non solo alla viabilità, ma anche ad abitazioni e imprese locali, mettendo a rischio l’incolumità delle persone e rivelando, ancora una volta, un dissesto idrogeologico che non può essere affrontato esclusivamente in una logica emergenziale.

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