Scontro in Regione Calabria sul decreto elettorale: le opposizioni chiedono le dimissioni di Occhiuto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il decreto che fissa al 5 e 6 ottobre le elezioni regionali in Calabria, pubblicato oggi sul Burc e firmato dal vicepresidente Filippo Pietropaolo, ha acceso un nuovo scontro politico. Le opposizioni – Pd, M5s e gruppo Misto – non hanno usato mezzi termini: «Il testo conferma ciò che sosteniamo da giorni: dopo le dimissioni di Roberto Occhiuto, spetta al vicepresidente esercitare le funzioni ordinarie, come previsto da Costituzione, Statuto e giurisprudenza». Un attacco diretto alla legittimità dell’attuale assetto, considerato una forzatura.

Occhiuto, presidente dimissionario e indagato per corruzione e malversazione – accuse che lo hanno portato a ricevere un avviso di garanzia a giugno – aveva inizialmente pianificato di accelerare i tempi, puntando al voto già il 28 settembre. Ma il calendario, fissato ora a inizio ottobre, non placa le critiche. L’ex governatore, che resta commissario alla Sanità, è accusato di voler condizionare la transizione, mentre l’opposizione insiste: «Se non può più esercitare il ruolo, si dimetta del tutto».

La corsa alle regionali si annuncia serrata, con una campagna elettorale compressa in poco più di due mesi. La destra, nonostante lo scandalo che ha travolto il suo leader, punta a riconfermarsi, mentre a sinistra si valuta l’ipotesi di candidare una figura come Falcomatà. Intanto, la macchina organizzativa è già in moto: liste da definire, alleanze da stringere, e un elettorato chiamato a decidere in un clima reso incandescente dagli ultimi sviluppi giudiziari.

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