Alcaraz salta Cincinnati, presenza agli Us Open 2026 sempre più in bilico
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Redazione Sport
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Carlos Alcaraz non difenderà il titolo al Masters 1000 di Cincinnati. Nella notte italiana è arrivata la rinuncia ufficiale dello spagnolo a disputare il torneo dell’Ohio, programmato dall’8 al 23 agosto, e così slitta ulteriormente il suo rientro in campo dopo lo stop durato quattro mesi. Il forfait era nell’aria, considerati i tempi di recupero dal problema al polso destro che lo tiene lontano dai campi dallo scorso aprile, ma l’ufficialità getta un’ombra lunga sulla partecipazione agli Us Open, in calendario a Flushing Meadows a fine agosto, dove Alcaraz si presenta da campione in carica.
L’infortunio al polso e i tornei saltati
Il numero due del mondo, classe 2003, non gioca un match ufficiale dallo scorso aprile; un periodo di stop che lo ha costretto a rinunciare a due appuntamenti fondamentali della stagione sulla terra battuta e sull’erba, Roland Garros e Wimbledon. La speranza era quella di rientrare proprio a Cincinnati, lo stesso torneo che un anno fa gli regalò il titolo grazie al ritiro di Jannik Sinner in finale, ma il percorso di riabilitazione non ha dato i risultati sperati.
Il problema al polso destro, un infortunio che per un tennista rappresenta un ostacolo significativo, ha richiesto tempi di recupero più lunghi del previsto e lo staff medico ha preferito non forzare i tempi, consapevole che un rientro affrettato avrebbe potuto compromettere l’intera seconda parte della stagione.
Il rientro di Sinner e il quadro del torneo
Jannik Sinner, numero uno del mondo e fresco vincitore del terzo Slam consecutivo a Wimbledon, farà invece il suo rientro nel circuito proprio a Cincinnati, dove lo scorso anno fu costretto al ritiro in finale contro Alcaraz. L’azzurro, dopo il trionfo londinese, ha goduto di un periodo di riposo e preparazione e si presenterà in Ohio con l’obiettivo di riconfermare il suo status di dominatore del circuito.
Per Alcaraz, invece, il forfait di Cincinnati rappresenta un campanello d’allarme ulteriore, perché il tempo per prepararsi al meglio in vista di uno Slam come lo Us Open, dove si gioca al meglio dei cinque set, si riduce drasticamente. La mancanza di partite ufficiali nelle gambe, specialmente dopo un’assenza così prolungata, rende improbabile un suo rientro diretto in un torneo così impegnativo.
Us Open 2026, il rischio concreto
L’obiettivo dichiarato dello staff di Alcaraz rimane quello di vederlo al via degli Us Open, ma le ultime settimane hanno raffreddato gli entusiasmi. Rientrare in un torneo del Grande Slam senza avere disputato alcun match di preparazione su cemento rappresenterebbe una scelta estremamente rischiosa, sia dal punto di vista fisico che da quello agonistico. Il suo gioco, basato su colpi potenti e su un’intensità atletica fuori dal comune, richiede una condizione ottimale e una piena fiducia nel polso, elementi che al momento sembrano ancora lontani.
La rinuncia a Cincinnati, inizialmente indicato come il torneo del rientro, sposta inevitabilmente l’attenzione sulla tournée americana e sulla possibilità che Alcaraz possa scendere in campo a New York senza quei minutaggi che tradizionalmente servono per trovare il ritmo giusto. Il rischio di vederlo assente anche a Flushing Meadows è concreto, e gli appassionati iniziano a fare i conti con l’eventualità che il campione spagnolo possa saltare il secondo Slam consecutivo, dopo aver già rinunciato a Parigi e Londra.
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