Rinnovabili, la corsa si ferma: obiettivi 2030 lontani mentre la crisi energetica pesa sulle bollette
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Redazione Economia
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La nuova potenza verde installata in Italia continua a rallentare proprio mentre la crisi in Medio Oriente riporta i prezzi di gas ed elettricità ai massimi da quattro anni. Nel 2025 sono stati connessi alla rete 7,2 GW di nuova capacità rinnovabile, in calo rispetto ai 7,5 GW del 2024, un'inversione di tendenza che allontana il Paese dagli obiettivi fissati dal Piano nazionale integrato per l'energia e il clima.
Per raggiungere i 131 GW di potenza rinnovabile previsti al 2030, l'Italia dovrebbe installare oltre 10.900 MW all'anno nei prossimi cinque anni. La media annua del periodo 2021-2025 si è invece fermata a 4.978 MW, meno della metà del ritmo necessario. Il divario è destinato ad ampliarsi: nel 2025 la quota di rinnovabili sui consumi complessivi di energia è salita al 20,5%, mentre la traiettoria del Pniec indicava per lo stesso anno il 25,3%.
Guardando al 2030, il traguardo del 39,4% richiederebbe di guadagnare quasi venti punti percentuali in cinque anni, dopo che nell'ultimo quinquennio ne sono stati recuperati appena due.
Il report "Scacco Matto alle Rinnovabili" di Legambiente ha puntato il dito contro i ritardi autorizzativi che continuano a bloccare i progetti. Dal 2021 a gennaio 2026 la potenza installata copre appena il 31,7% dell'obiettivo fissato per il 2030, una quota in crescita rispetto al 22,1% di fine 2024 ma ancora largamente insufficiente. I dati del Mase mostrano un parziale cambio di passo sul fronte delle valutazioni ambientali: nei primi otto mesi del 2026 i pareri favorevoli sono aumentati del 40%, sbloccando progetti per 19,5 GW.
Restano tuttavia al vaglio tra Ministero della Cultura e Presidenza del Consiglio interventi per 24 GW di potenza.
Nel primo semestre 2026 sono entrati in esercizio 83.791 nuovi impianti per 2.918 MW, cui si aggiungono circa 550 MW da interventi di repowering, per un incremento complessivo di circa 3,4 GW. Il secondo trimestre ha segnato un +14% tendenziale dopo sei mesi di contrazione, ma il recupero è quasi interamente attribuibile al fotovoltaico, che pesa per circa il 90% della nuova potenza con 2.610,9 MW installati. L'eolico si ferma a 295,2 MW, le bioenergie a 7,4 MW e l'idroelettrico a 5,4 MW.
Per centrare il target annuale di 8,3 GW serviranno altri 3,3 GW entro dicembre, un volume analogo a quello realizzato nei primi sei mesi, che brucerebbe l'intero margine di 1,6 GW accumulato negli anni precedenti.
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