L’ultima intervista a Gino Paoli: “Tenco andò a letto con Stefania Sandrelli per ‘amicizia’. Sotto cocaina ho scritto cose orrende”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il 24 marzo scorso, quando Gino Paoli se n’è andato portandosi via – letteralmente – una pallottola conficcata nel petto da decenni, pochi sapevano che nelle settimane precedenti aveva già messo in ordine i conti con la propria memoria. Quel giorno, infatti, l’aveva trascorso accanto ad Aldo Cazzullo, vicedirettore del “Corriere della Sera”, davanti alle telecamere di “Una giornata particolare”, il format che andrà in onda mercoledì 29 aprile su La7 alle 21.15. E quella che ne è uscita non è una semplice intervista, bensì una confessione a cuore aperto, un testamento in parole dove il cantautore genovese ha tolto il velo su episodi rimasti per anni nei margini del racconto ufficiale.
Il gesto di Tenco, la notte con Stefania Sandrelli e quella parola: “amicizia”
Paoli, senza mai alzare la voce ma con la precisione chirurgica di chi non ha più nulla da perdere, ha parlato di Luigi Tenco in termini che nessuno si aspettava. Ha raccontato – ed è una delle rivelazioni più crude dell’intervista – che Tenco, prima della tragica notte di Sanremo, andò a letto con Stefania Sandrelli. E lo fece, a suo dire, non per amore: “per amicizia”, ha sottolineato Paoli con una frase incidentale che pesa come un macigno. Lui stesso, che della Sandrelli era stato compagno, ha così offerto una chiave di lettura inedita su quei giorni, senza mai indugiare in dettagli espliciti ma con un realismo asciutto che lascia spazio all’inchiesta più che allo scandalo. D’altronde, la pallottola che portava nel petto – ferita d’arma da fuoco rimasta lì per anni – è anch’essa un simbolo di quelle verità non del tutto rimosse, ma nemmeno mai pienamente raccontate.
Cocaina, carta e “cose orrende”: il lato oscuro della scrittura
Non solo amori e amicizie tormentate. Paoli si è confessato anche sulla sostanza che ne ha segnato alcuni passaggi creativi: la cocaina. “Sotto quella roba – ha detto senza giri di parole – ho scritto cose orrende”. Nessuna nostalgia, nessuna autoassoluzione: l’ha definita come una parentesi buia, un periodo in cui la penna produceva versi che poi lui stesso giudicava indegni. Ed è qui che l’intervista si fa documento, perché il cantautore di “Sapore di sale” non sta semplicemente ammettendo un uso di stupefacenti: sta distinguendo tra due diverse modalità di fare arte, una pulita e l’altra malata. Le sue parole, cariche di quell’incidentalità tipica del parlato reale, restituiscono un uomo che si guarda indietro con lucidità, senza però chiedere sconti a nessuno.
La lite con Lucio Dalla, l’amore di Ornella Vanoni e gli amici di una vita
Nel racconto di Cazzullo – che ha intervistato anche Antonio Ricci, Renzo Piano, Gianni Morandi, oltre a Ornella Vanoni e Stefania Sandrelli – emerge anche un Paoli collerico e profondamente umano. Si torna alla celebre lite con Lucio Dalla a Sanremo, un episodio che molti conoscono nei contorni ma pochi nei sentimenti veri. Paoli, a suo modo, l’ha rispolverato senza rancore ma con la schiettezza di chi non ha tempo per le diplomazie. E poi c’è l’amore per Ornella Vanoni, raccontato come un sentimento che ha attraversato i decenni trasformandosi senza mai sparire. Non a caso, la puntata si intitola “Una giornata particolare” in senso letterale: perché quella con Paoli è stata, probabilmente, l’ultima vera occasione di ascoltare una delle voci più controverse e limpide della canzone d’autore italiana.




