Incendi nel Verbano Cusio Ossola, evacuata Colloro: canadair ed elicotteri in azione per spegnere i roghi
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Redazione Interno
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Sono giorni di fuoco quelli che sta attraversando il Piemonte, con particolare riguardo per il Verbano Cusio Ossola, dove un vasto incendio sta minacciando boschi e, ormai da alcune ore, anche i primi centri abitati. La situazione, che si trascina da diversi giorni a causa delle alte temperature e del forte vento di Foehn, ha spinto le autorità a disporre un'evacuazione precauzionale nella frazione Colloro, nel comune di Premosello Chiovenda, per mettere in sicurezza circa 150 persone.
Evacuazione precauzionale a Colloro
Il provvedimento più eclatante di questa emergenza è stato infatti l'ordine di sgombero della frazione Colloro, situata a ridosso del fronte del fuoco che, a causa della conformazione del territorio, rischiava di avvicinarsi pericolosamente alle abitazioni. La decisione, comunicata nella tarda serata di ieri, è stata presa al termine di una riunione urgente convocata in Prefettura a Verbania dal prefetto Matilde Pirrera, alla quale hanno partecipato le forze dell'ordine, i vigili del fuoco e i sindaci della zona.
Mentre le persone più fragili sono state accolte in una casa di riposo, per il resto della popolazione sono state messe a disposizione due palestre per trascorrere la notte. Il sindaco di Premosello Chiovenda, Elio Fovanna, ha ricevuto il sostegno telefonico del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il quale ha annunciato un sopralluogo nella zona per la giornata di domani, insieme agli assessori Marco Gabusi e Matteo Marnati.
Un incendio che avanza in quota
L'incendio che minaccia Colloro non è l'unico a tenere banco nel territorio del Verbano Cusio Ossola. Le fiamme stanno divorando un'area montana impervia a circa 1.900 metri di altitudine, in una zona dove l'accesso alle squadre di terra è reso impossibile dalla conformazione del terreno. La Regione Piemonte ha dichiarato lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi, e lo scenario è reso ancor più complesso dalla presenza di altri due fronti attivi nella provincia.
Il fronte più esteso, localizzato proprio sopra il paese di Premosello-Chiovenda, sta avanzando inesorabilmente in direzione del Parco Nazionale della Val Grande, un'area protetta di inestimabile valore naturalistico, mentre un altro incendio è monitorato a Bannio Anzino e un terzo fronte, in Val Vigezzo, risulta quasi completamente bonificato.
Il dispositivo di spegnimento: uomini e mezzi
Per fronteggiare questa emergenza senza precedenti, che ha visto la distruzione di oltre 113 ettari di superficie boschiva, è stato messo in campo un imponente dispositivo di soccorso. Un vero e proprio "esercito" di volontari – una sessantina di unità del Corpo Antincendi Boschivi (AIB) supportate da 14 mezzi e una trentina di volontari di protezione civile – opera quotidianamente sul fronte del fuoco. A supporto delle squadre a terra, il coordinamento è affidato alla Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP).
Per contrastare le fiamme dall'alto, sono in azione ben sette Canadair della flotta aerea dello Stato, a cui si aggiungono tre elicotteri regionali e un elicottero Drago dei vigili del fuoco. Il potenziamento dei mezzi aerei ha riguardato anche l'arrivo di un elicottero Erickson, basato a Cameri, che ha incrementato la capacità di intervento.
Le altre province piemontesi e il caldo anomalo
La criticità non è circoscritta al solo Verbano Cusio Ossola, ma interessa trasversalmente l'intero arco alpino piemontese, con ben otto fronti di fuoco attivi complessivamente sul territorio regionale. Situazioni particolarmente delicate si registrano in Valsesia, nella provincia di Vercelli, dove le fiamme minacciano il comune di Cravagliana e i territori di Boccioleto e Cervatto, e in provincia di Torino, in Valle Soana, dove il rogo sta interessando il Parco Nazionale del Gran Paradiso.
L'emergenza, protrattasi ormai per nove giorni, è stata esacerbata da condizioni climatiche eccezionali per il mese di luglio, con temperature elevate e venti forti che hanno favorito la rapida propagazione delle fiamme e ostacolato le manovre di contenimento da parte dei vigili del fuoco.




