Trieste si prepara al gelo della Befana: neve in città e bora oltre i cento all'ora
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Redazione Interno
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Nella calza della Befana, stando alle previsioni che confermano ormai una svolta decisa, i triestini non troveranno dolciumi ma un freddo pungente e il sibilo della bora, pronta a superare i cento chilometri orari, insieme alla neve che potrebbe imbiancare non solo l’altipiano carsico ma persino le strade del centro. L’Epifania, dunque, segnerà l’arrivo della prima vera ondata di maltempo invernale, con correnti via via più gelide e instabili in discesa dal Nord Europa che stanno per investire l’Italia intera, portando un generale e brusco calo delle temperature. Il piano neve del Comune, allestito in stretta collaborazione con gli altri enti già alla fine di ottobre, è pronto a entrare in azione: sono previste, tra le altre misure, la salatura preventiva delle principali direttrici viarie per scongiurare pericolose formazioni di ghiaccio e l’intervento tempestivo degli operatori.
Un ciclone mediterraneo in formazione
La situazione, che appare in rapida evoluzione, vede la formazione di un ciclone sul Mediterraneo, alimentato proprio dall’aria artica che da lunedì inizierà a riversarsi sulla penisola. Questo sistema perturbato, come sottolineano gli esperti, è destinato a dare il via a una fase di maltempo diffuso, con precipitazioni che in alcune zone potrebbero risultare persino abbondanti. Le regioni centrali e meridionali, in particolare, dovranno attendersi piogge e nevicate a quote insolitamente basse, già intorno ai seicento metri, un fenomeno che non si verificava da tempo e che impone una vigilanza costante.
Il quadro meteo nazionale per l'Epifania
Se al Nord la giornata dell’Epifania potrebbe presentarsi con cieli in prevalenza sereni, sebbene con qualche addensamento localizzato su Emilia Romagna e Liguria, il clou del peggioramento è atteso proprio nei giorni successivi alla festività. Le temperature, in calo ovunque, scenderanno in modo marcato al Nord e al Centro, inaugurando una tendenza a un clima più rigido che si intensificherà progressivamente. La discesa del gelo artico, del resto, rappresenta l’elemento più significativo di questa perturbazione, capace di trasformare le precipitazioni in neve fino a quote collinari e di rendere il vento un protagonista indiscusso, specialmente sull’Adriatico.
La macchina operativa già schierata
A Trieste, dove la bora è un fenomeno ben noto ma non per questo meno insidioso, la protezione civile e i servizi tecnici comunali monitorano senza sosta l’evolversi della situazione. La pulizia dei tombini e il controllo dei punti critici della rete viaria, alcuni dei quali particolarmente esposti alle raffiche, sono operazioni già avviate per prevenire allagamenti o ostacoli alla circolazione. La città, abituata a confrontarsi con la forza del vento, si appresta dunque a vivere un’Epifania all’insegna degli elementi scatenati, mentre il resto del paese si prepara a ricevere la visita di un inverno finalmente vero, sebbene piuttosto tardivo.




