Trieste stretta nella morsa della bora, imbiancato il Carso mentre il gelido vento sferza la città
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Redazione Interno
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La bora, che non accenna a placarsi, continua a soffiare con inesorabile intensità su Trieste e il suo golfo, imponendo la sua presenza anche nella giornata di martedì 6 gennaio, con raffiche che, superando abbondantemente i cento chilometri orari, sollevano il mare e piegano ogni cosa sul loro percorso. Se in centro la percezione dominante è quella di un freddo tagliente, amplificato dal vento che sembra penetrare ogni angolo, sull'altipiano carsico il quadro meteorologico assume contorni ben più marcati: lì, dove le quote superano i cento metri, il persistente nevischio della mattinata è riuscito ad attecchire, regalando un insolito manto bianco a quelle zone, mentre in città i fiocchi, seppur presenti, sono rimasti sporadici e senza conseguenze sul manto stradale. La situazione, sebbene impegnativa, appare comunque meno grave di quanto le previsioni potessero inizialmente far temere, non avendo registrato, fino a questo momento, particolari disagi alla circolazione o danni significativi.
Il gelido scenario dell'Epifania tra bufere e spazzaneve
L'Epifania si è così trasformata in una giornata di strenua resistenza al gelo, con temperature che si mantengono ostinatamente intorno allo zero, un valore che, unito alla violenza delle folate, crea un cocktail meteorologico di notevole severità. Mentre in centro si registravano raffiche fino a novantuno chilometri orari, sul Carso, complice l’altitudine, il nevischio si è tramutato in una vera e propria tormenta già in tarda mattinata, costringendo all’intervento degli spazzaneve per garantire la percorribilità delle strade. Il rischio principale, al momento, non è tanto legato alle precipitazioni, quanto piuttosto alla formazione di gelate sulle superfici stradali, un pericolo sempre in agguato quando il termometro si attesta su valori così bassi e il vento disidrata ulteriormente l'asfalto.
Le nevicate raggiungono inaspettatamente la costa friulana
L'effetto della profonda depressione posizionata sul Tirreno centrale, la stessa che richiama con forza i venti nord-orientali, non si limita però al solo territorio triestino, estendendo i suoi effetti a buona parte del litorale friulano. Le correnti gelide, infatti, trasportando l’umidità dall’Adriatico, hanno generato bufere di neve sul Carso e hanno spinto fiocchi, più o meno generosi, fino alle località balneari. A Lignano Sabbiadoro, così come a Grado, la neve è scesa in quantità notevole, anche se, data la natura sabbiosa del terreno, ha faticato non poco ad accumularsi in modo stabile; fenomeni simili, seppur più lievi, sono stati osservati anche più a ovest, verso Jesolo, Caorle e Eraclea, dove l’evento resta comunque degno di nota per la stagione.
La vigilanza resta alta sul fronte del gelo e della viabilità
La preoccupazione delle autorità e dei tecnici della protezione civile si concentra ora sul mantenimento delle condizioni di sicurezza, monitorando costantemente l’evoluzione delle temperature e l’eventuale formazione di ghiaccio, specialmente sulle strade secondarie e in quelle zone dell'altipiano maggiormente esposte. La bora, protagonista indiscussa di queste ore, se da un lato tiene lontane le nuvole più cariche da Trieste centro, dall’altro continua a alimentare le precipitazioni nevose nelle aree più elevate e a mantenere un wind chill, ossia una percezione di freddo, ben al di sotto dei valori termometrici reali, prolungando quella sensazione di morsa glaciale che caratterizza l’inizio di questo gennaio.




