Leone XIV, visita in silenzio alla Moschea Blu di Istanbul

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La terza giornata del viaggio di Papa Leone XIV in Turchia si è aperta all'insegna di un gesto di grande rispetto e dialogo, con la visita alla celebre Moschea Sultan Ahmed di Istanbul, universalmente conosciuta come Moschea Blu. Il Pontefice, accolto all'ingresso dal presidente per gli Affari religiosi, Safi Arpagus, ha varcato la soglia del maestoso luogo di culto musulmano dopo essersi tolto le scarpe, aderendo pienamente alla consuetudine locale e dimostrando una sensibilità che, come avvenuto per i suoi predecessori, mira a costruire ponti tra fedi diverse. Il suo percorso all'interno della moschea, che molti osservavano con attenzione, si è svolto in un clima di raccoglimento e contemplazione, mentre gli occhi potevano soffermarsi sulle intricate decorazioni e sulle migliaia di piastrelle di ceramica blu che danno il nome all'edificio e ne caratterizzano l'atmosfera solenne.

Il chiarimento sul momento di preghiera

Proprio sulla natura di quel silenzio, in seguito, sono fiorite domande e curiosità, alle quali ha risposto il portavoce papale Matteo Bruni, il quale ha specificato che Leone XIV «ha vissuto la sua visita alla moschea in silenzio, in uno spirito di contemplazione e ascolto, con profondo rispetto per il luogo e per la fede di coloro che vi si riuniscono in preghiera». Queste parole, che hanno il pregio di chiarire senza lasciare spazio a fraintendimenti, hanno sottolineato come il Pontefice non si sia raccolto in un momento di preghiera formale, scegliendo piuttosto un approccio di osservazione rispettosa e di riflessione personale, un atteggiamento che valorizza l'incontro senza confondere le distinte identità religiose.

Gli impegni nel resto della giornata

Dopo questo significativo passaggio, l'agenda della giornata ha previsto per il Papa una visita alla chiesa ortodossa siriaca di Mor Ephrem, un altro tassello nel complesso mosaico degli incontri interreligiosi. Nel pomeriggio, l'appuntamento di maggior rilievo è stato quello con il Patriarca Bartolomeo I, presso la Cattedrale ortodossa di San Giorgio, dove i due leader hanno firmato una dichiarazione congiunta, un documento che si spera possa gettare le basi per una collaborazione sempre più stretta. L'intensa serie di appuntamenti, che tocca diversi luoghi e tradizioni di fede, si concluderà con la celebrazione di una messa alla Volkswagen Arena, un momento dedicato specificamente ai fedeli cattolici presenti nel paese.

Il significato di un gesto simbolico

La scelta di entrare scalzi in un luogo sacro dell'Islam, se da un lato rappresenta un'adesione formale a un precetto, dall'altro assume un valore simbolico profondo, diventando un linguaggio universale di reverenza e apertura. Quel gesto, semplice e potente, parla più di molte parole e si inserisce in un percorso diplomatico e spirituale che il Pontefice sta portando avanti con coerenza. L'intera sequenza della visita, dalla preparazione all'ingresso fino alla contemplazione in silenzio, è stata condotta con una compostezza che ne ha accentuato la solennità, mostrando come il dialogo tra culture possa passare anche attraverso il rispetto di pratiche antiche e il riconoscimento della sacralità degli spazi altrui.

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