Giro d’Italia 2026, il percorso cambia ancora: la tappa di Milano si allunga, a Chiavari arriva una salita

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A tre settimane esatte dal via della 109esima edizione, la macchina organizzativa della Corsa Rosa ha limato gli ultimi dettagli di un tracciato che, già presentato lo scorso autunno, subisce ora una serie di ritocchi non marginali. Le variazioni, comunicate ufficialmente dagli uffici tecnici di RCS Sport, riguardano principalmente la quindicesima frazione – il cui itinerario è stato ridisegnato a causa di cantieri stradali – e l’undicesima, resa più dura dall’inserimento di una salita aggiuntiva. Non mancano, a dire il vero, alcuni aggiustamenti minori nei chilometraggi di diverse altre tappe, a riprova di come l’approccio alla gara sia in continua evoluzione fino all’alba dello start.

Voghera-Milano, la deviazione obbligata verso l’Oltrepò

La variazione più rilevante, dal punto di vista logistico, riguarda la frazione che domenica 24 maggio porterà la carovana rosa da Voghera a Milano. La necessità di evitare il ponte di Bressana, attualmente chiuso per lavori, ha costretto i direttori di corsa a deviare il flusso dei corridori verso est. Il risultato è un percorso che, pur mantenendo la distanza complessiva di 156 chilometri, attraversa ora il cuore dell’Oltretorrente pavese, toccando il centro abitato di Broni prima di immettersi sulla via Emilia. L’arrivo, come da programma, resterà allestito davanti al Duomo di Milano, dove i velocisti – o eventuali attaccanti – si giocheranno la vittoria in quello che si preannuncia un finale classico, nonostante la deviazione a metà tappa. Il passaggio per la provincia di Pavia, però, potrebbe rivelarsi meno piatto di quanto si creda, regalando magari qualche insidia per chi non ama i falsi piani.

Porcari-Chiavari, lo strappo di Cogorno cambia le carte in tavola

Se Milano resta un appuntamento per i passisti veloci, lo stesso non si può dire dell’undicesima tappa, quella che il 20 maggio collegherà Porcari a Chiavari. Qui la modifica è sostanziale e riguarda l’altimetria: la frazione è stata allungata di otto chilometri, passando da 187 a 195, e soprattutto è stata arricchita dall’inserimento dello strappo di Cogorno. Si tratta di una salita di 4,6 chilometri con una pendenza media del 6,7%, un muro breve ma intenso che è stato piazzato strategicamente a ridosso del finale. A differenza di quanto inizialmente previsto (quando si parlava del San Bartolomeo come ultima asperità), ora il Giro proporrà questo scatto duro proprio dove si incrocia un altro elemento chiave dell’edizione 2026: il posizionamento del Red Bull KM.

Il Red Bull KM si avvicina al traguardo e accende la bagarre

A proposito di piazzamenti, la novità più attesa – già annunciata nei giorni scorsi – trova conferma proprio in queste variazioni dell’ultima ora. Il Red Bull KM, il traguardo volante che assegna abbuoni di 6, 4 e 2 secondi ai primi tre di passaggio, verrà collocato molto più vicino all’arrivo rispetto all’edizione sperimentale del 2025. Un tempo collocato a metà tappa, ora questo “trampolino” temporale si trova mediamente tra gli 11 e i 15 chilometri dal traguardo finale (in casi eccezionali, come nella cronometro, non è previsto). Nella fattispecie della tappa ligure, lo strappo di Cogorno ospiterà proprio il passaggio del Red Bull KM: gli uomini di classifica, consapevoli che in vetta si giocano secondi preziosi (che si sommano ai 10 del vincitore di tappa), saranno costretti a scoprirsi a 12,6 chilometri dal traguardo. Una distanza sufficiente per riorganizzare un eventuale ricucitura, ma troppo breve per permettere ai grandi velocisti di rientrare senza l’aiuto della squadra.

Napoli cambia volto e pavimento: finale sui sampietrini

Non solo il Nord, però, è stato oggetto di ritocchi. Anche il Sud vede modificato il proprio scenario di gara, in particolare nella sesta tappa che da Paestum condurrà i corridori a Napoli. L’arrivo, previsto per giovedì 14 maggio, non sarà più situato sul consueto lungomare Caracciolo, bensì nella monumentale Piazza del Plebiscito. Una scelta imposta dai cantieri presenti sul viale costiero, ma che regala al Giro un finale di grande suggestione storica – nel 1979 proprio qui Francesco Moser vinse una cronometro – e di alta difficoltà tecnica. Gli ultimi metri, infatti, si correranno sui classici sampietrini, quel pavé che nulla ha da invidiare alle insidie del Nord. La curva stretta da via Acton per entrare in piazza, inoltre, potrebbe favorire le discese dei pochi specialisti rimasti in gruppo, spezzando eventuali treni dei velocisti puri. Le altre modifiche, infine, riguardano piccoli aggiustamenti di chilometraggio: terza, quarta e dodicesima tappa sono state leggermente accorciate (da uno a due km), mentre tredicesima e diciottesima hanno guadagnato qualche metro, segno che la manutenzione del tracciato continua fino all’ultimo giorno utile prima della partenza dalla Bulgaria.

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