Libertà di stampa in Europa e nel mondo: l’allarme di Reporter senza frontiere
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Redazione Esteri
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La libertà di stampa, pilastro fondamentale delle democrazie, affronta crescenti minacce a livello globale, e persino in Europa, tradizionalmente considerata un baluardo per i giornalisti, le difficoltà si moltiplicano. Lo rivela la classifica mondiale 2025 di Reporter senza frontiere (RSF), pubblicata in occasione della Giornata internazionale della libertà di stampa del 3 maggio, che analizza i Paesi dove l’informazione è ostacolata da censure, restrizioni e pressioni politiche o criminali.
Negli Stati Uniti, dove il dibattito sulla libertà dei media è sempre più acceso, l’ex presidente Donald Trump ha annunciato di voler intentare un’azione legale contro il New York Times, mentre il Paese scivola al 57° posto su 180, perdendo due posizioni rispetto all’anno precedente. Un segnale preoccupante, secondo RSF, che parla di un "deterioramento significativo" in una nazione storicamente simbolo della libertà di espressione.
In Italia, la situazione rimane critica, con il Paese che precipita al 49° posto, perdendo tre posizioni e diventando così il fanalino di coda dell’Europa occidentale. Le minacce principali, come evidenziato dal rapporto, provengono dalle organizzazioni criminali, in particolare al Sud, dove la mafia condiziona il lavoro dei giornalisti, ma anche da gruppi estremisti violenti e da tentativi politici di limitare l’accesso alle informazioni giudiziarie. Non mancano le critiche all’uso delle cosiddette "leggi bavaglio" e delle procedure SLAPP (Strategic Lawsuit Against Public Participation), strumenti legali utilizzati per intimidire chi fa inchieste scomode.




