Auto in panne, 11,7 milioni di italiani lasciati a piedi in un anno: i guasti più comuni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nell'ultimo anno 11,7 milioni di automobilisti italiani sono rimasti fermi con la propria vettura, complice un parco circolante sempre più anziano e una diffusione ancora limitata delle coperture di assistenza stradale. È quanto emerge da un'indagine commissionata da Facile.it a EMG, condotta tra l'8 e il 17 settembre 2026 su un campione rappresentativo di mille maggiorenni, i cui risultati restituiscono un quadro in cui batterie scariche, pneumatici forati e problemi meccanici continuano a interrompere gli spostamenti quotidiani di una platea vastissima di guidatori.

Il dato si inserisce in un contesto di progressivo invecchiamento del parco auto nazionale. L'età media dei veicoli in circolazione si colloca poco sopra i 12 anni, con punte che nelle regioni meridionali superano ampiamente i 13 anni. Un parco circolante datato non significa automaticamente maggiore inaffidabilità, ma rende manutenzione e usura fattori sempre più determinanti per scongiurare i guasti, e contribuisce a spiegare perché una quota tanto rilevante di automobilisti si sia trovata, almeno una volta nell'arco di dodici mesi, a dover gestire un'improvvisa sosta forzata.

La classifica dei guasti più frequenti è guidata da un problema tanto banale quanto insidioso: la batteria scarica, che ha lasciato a piedi 4,9 milioni di automobilisti. Un dato coerente con l'anzianità media delle vetture, considerato che un accumulatore supera di rado i cinque anni di servizio. Al secondo posto si colloca la foratura degli pneumatici, che ha fermato 3,4 milioni di guidatori, seguita dai guasti ai freni, segnalati dal 4% del campione, da quelli al motore, indicati dal 3,3%, e dai malfunzionamenti della centralina elettrica, che hanno riguardato il 3,1%.

Complessivamente, queste tre ultime categorie di problemi hanno coinvolto circa 3,7 milioni di persone. A chiudere l'elenco, un caso che nulla ha a che vedere con l'affidabilità meccanica: circa 580mila italiani sono rimasti fermi per aver esaurito il carburante.

Le soluzioni adottate e il costo del soccorso

Di fronte a un guasto, le reazioni degli automobilisti sono state diverse. La maggior parte, il 38% del campione pari a circa 4,2 milioni di persone, ha portato la vettura dal meccanico. Il 27%, quasi tre milioni, ha chiesto aiuto a un familiare o a un amico, mentre il 17%, circa 1,8 milioni, è riuscito a risolvere il problema in autonomia.

Per altri è stato invece necessario un intervento professionale sul posto o il ricorso al traino: 985mila automobilisti hanno chiamato un meccanico in loco e 2,6 milioni hanno utilizzato un carro attrezzi, sostenendo di tasca propria una spesa media di 165 euro per il solo trasferimento del veicolo, senza considerare le eventuali riparazioni.

È proprio il divario tra il costo di un soccorso stradale e il prezzo di una copertura assicurativa dedicata a rendere significativo un altro dato dell'indagine. Il 43% degli automobilisti intervistati, quasi uno su due, viaggia senza una garanzia di assistenza stradale, nonostante questa costi in media appena 32 euro all'anno.

Si tratta di una polizza che non va confusa con la Rc Auto obbligatoria e che interviene in caso di immobilizzo del veicolo, coprendo l'invio di un carro attrezzi con traino in officina, le riparazioni sul posto, la fornitura di un veicolo sostitutivo e le spese di pernottamento qualora il guasto avvenga lontano da casa e richieda tempi di riparazione prolungati.

Giovani e regioni meridionali tra i più esposti

L'analisi mette in luce differenze significative anche sul piano anagrafico e territoriale. La fascia più colpita è quella tra i 18 e i 24 anni: quasi il 60% degli intervistati in questa categoria ha dichiarato di essere rimasto a piedi a causa della propria auto. A determinare il dato concorrono probabilmente la minore esperienza dei neopatentati e l'utilizzo frequente di vetture di seconda mano, spesso ereditate da genitori o nonni e quindi soggette a maggiore usura. Gli stessi giovani risultano però anche i più propensi a sottoscrivere una copertura di assistenza stradale.

Sul fronte geografico, la percentuale di guasti tende a salire nelle regioni del Sud, dove l'età media dei veicoli supera frequentemente i 13 anni e si registrano le flotte più datate del Paese. Il quadro che emerge dall'indagine conferma come la manutenzione preventiva, a partire dal controllo periodico di batteria e pneumatici, resti lo strumento principale per ridurre il rischio di rimanere fermi sul ciglio della strada.

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