Lutto regionale in Veneto per l’addio a Zanardi, il ricordo di Mattarella e il "folle" Ghedina

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Si tinge di grigio scuro la giornata di domani, martedì 5 maggio, in Veneto. Il presidente della Regione, Alberto Stefani, ha ufficialmente proclamato il lutto regionale in occasione dei funerali di Alex Zanardi, che verranno celebrati a Padova: una decisione che impone l’esposizione delle bandiere venete a mezz’asta sugli edifici pubblici, quasi a voler restituire idealmente quel calore umano che il grande campione ha sempre donato a chi lo circondava. Dalla casa della famiglia, situata in questa terra che li aveva accolti, si sprigiona un cordoglio che Stefani ha voluto rendere tangibile attraverso questo gesto istituzionale, accompagnato dalla partecipazione diretta alla cerimonia funebre nella basilica di Santa Giustina.

Mentre il Veneto si prepara all’ultimo saluto, la voce di un amico d’infanzia, per certi versi, restituisce l’immagine più vivida dell’uomo dietro al mito. Kristian Ghedina, il campione cortinese noto per le sue discese spericolate – quella famosa spaccata a 140 all’ora sulla Streif di Kitzbuhel è solo un capitolo della sua enciclopedia di imprese – ha voluto ridimensionare la fama di "matto" che spesso gli attribuiscono. «Dicono che i discesisti siano spericolati, ma il vero folle sulla neve era lui», ha confessato Ghedina, ricordando una giornata sul manto bianco dopo il primo grave incidente di Zanardi. Ancora oggi, a distanza di anni, Ghedina ammette che fu proprio Zanardi ad affinare la sua tecnica di guida, quasi fosse un destino quello che li legava, dove l’ex pilota di Formula 1 insegnava al fuoriclasse dello sci a dosare le staccate in macchina, mentre lui osservava, incredulo, la potenza con cui Alex affrontava le piste in mono sci.

Non solo il mondo dello sport, però, si è stretto attorno a questo vuoto. Persino il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scelto un palcoscenico particolare per tributare la sua stima. In occasione del 165° anniversario della fondazione dell’Esercito Italiano – ma anche durante il ricevimento delle nazionali di tennis vincitrici della Billie Jean King Cup e della Coppa Davis – il Capo dello Stato ha speso parole che suonano come una pietra miliare nella memoria collettiva. Mattarella ha parlato di una figura che "illumina lo sport", capace non solo di successi (prima in Formula 1 e poi nelle paralimpiadi) ma anche di un’intima capacità di motivare i giovani al di là della disciplina praticata. È quella "riconoscenza", come l’ha definita lui stesso, che secondo Mattarella dovremo portare avanti nel tempo, affinché l’esempio di un uomo capace di trasformare gli ostacoli in carburante non venga mai archiviato.

Il “metodo Zanardi” secondo Ghedina: oltre la velocità

C’è un dettaglio, emerso dal racconto di Ghedina, che restituisce la profondità del carattere di Alex. A differenza di quanto si possa pensare, il loro legame non si consumò solo in chiacchiere tra sportivi; Ghedina rivela che Zanardi era "maniacale" nei dettagli. Lo ricorda chino nella sua officina a notte fonda, con gli occhiali sulla punta del naso, mentre cercava di progettare una handbike che replicasse fedelmente il movimento di una bici tradizionale. Cadde più volte, si fece male, ma non mollò mai la presa su quell’idea. Nei suoi confronti, l’ex sciatore ammette di aver rubato una filosofia di vita: quella leggendaria regola dei "cinque secondi". Zanardi sosteneva che quando il in gara chiede di smettere, quando si crede di aver dato tutto, bisogna resistere ancora un lasso di tempo infinitesimale, perché è proprio in quella frazione in cui gli altri cedono che si fa la differenza. Ghedina ha applicato quella regola alla discesa, alla vita, e al dolore silenzioso per la scomparsa di un amico che negli ultimi sei anni non ha più potuto sentire, per rispetto della privacy voluta dalla famiglia.

Un lutto che attraversa le istituzioni

Mentre a Noventa Padovana e a Bologna si preparano al lutto cittadino, l’eco delle dichiarazioni di Mattarella continua a rimbombare nelle stanze del potere. Proprio durante la cerimonia per l’Esercito, ma ancor più durante l’incontro con i campioni di tennis, il Capo dello Stato ha voluto sottolineare come lo sport abbia bisogno di "figure che illuminano". Il riferimento alla capacità di Zanardi di coinvolgere i giovani, sia nell’attività olimpica che paralimpica, è stato il filo conduttore di un discorso che evitava la retorica sterile per concentrarsi sull’unicità di un fenomeno umano. Non c’è stata alcuna celebrazione vuota, ma la constatazione che atleti come lui, capaci di trasformare la disgrazia in una sfida tecnologica e fisica, rappresentano un patrimonio per l’intero Paese.

L’abbraccio del Veneto, dunque, si consuma domani tra le navate della basilica di Santa Giustina. La salma di Alex lascerà alle 10:30 la residenza sanitaria dove ha vissuto lontano dai riflettori, custodito dall’affetto della moglie Daniela, per ricevere l’estremo saluto di una folla che, come ha previsto chi organizza l’evento, potrebbe necessitare di maxischermi per seguire la funzione dall’esterno. Il sacerdote don Marco Pozza, figura a lui vicina, officierà il rito in quella che ormai è diventata una cerimonia di Stato, dove le bandiere a mezz’asta e il feretro in legno chiaro raccontano la semplicità di un uomo complesso.

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