Paura ad Adelfia, un edificio crolla dopo un’esplosione: si cercano due anziani
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Redazione Interno
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Un boato ha squarciato la mattinata di Adelfia, nel barese, dove un'esplosione, verosimilmente causata da una fuga di gas, ha provocato il crollo di un intero edificio in via Oberdan. L'evento, che ha scatenato un vasto intervento di soccorso, ha immediatamente fatto temere per le sorti degli abitanti della struttura, alcuni dei quali potrebbero essere rimasti sepolti sotto un cumulo di detriti e calcinacci. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco impegnati nelle delicate operazioni di ricerca e messa in sicurezza, sono giunti i carabinieri per i rilievi di competenza, presidiando un'area resa drammatica dalla presenza di fumo e dalla devastazione.
La ricerca tra le macerie e i nomi dei dispersi
Le squadre di soccorritori, lavorando con cautela tra le macerie ancora instabili, hanno rapidamente circoscritto i nominativi di due persone delle quali si è persa ogni traccia: si tratta di Rocco Lotito, 89 anni, e Antonietta Costantini, 92. Una loro nipote, giunta sul luogo della sciagura, ha descritto una scena di puro orrore, raccontando di fiamme altissime che, nelle prime fasi, impedivano qualsiasi tentativo di avvicinamento. "Ora devono trovare perché è crollato tutto", ha dichiarato, riassumendo in poche parole l'angoscia di un’attesa carica di apprensione, mentre i cani unità cinofila setacciano il perimetro del disastro.
Le prime ipotesi sulle cause del disastro
Sebbene le indagini tecniche siano ancora in una fase preliminare, la pista più accreditata dagli investigatori punta verso un incidente domestico legato a una bombola di gas, la cui esplosione avrebbe avuto un effetto strutturale devastante. I militari, coordinati dalla procura competente, stanno esaminando ogni elemento per escludere eventuali responsabilità dolose o colpose, mentre i tecnici dovranno accertare le condizioni dell’impianto e della struttura prima del cedimento. La dinamica, del resto, appare per molti versi simile ad altri tragici episodi di cronaca che, negli anni, hanno visto il gas come protagonista di fatali deflagrazioni.
La scena del disastro e le operazioni in corso
Quello che resta dell'edificio è uno scenario di distruzione assoluta, con interi solai divelti e muri perimetrali ridotti a monconi, un groviglio di travi, mattoni e mobili che rende le ricerche lente e pericolose. I vigili del fuoco, operando con pale meccaniche e a mano, alternano momenti di lavoro febbrile a pause di silenzioso ascolto, nella speranza di captare un gemito o un segno di vita. La colonna di fumo che per ore ha segnato il cielo della cittadina ha lasciato il posto a una polvere fine che ricopre tutto, in un’atmosfera spettrale che le forze dell'ordine mantengono delimitata da un cordone di sicurezza, a protezione di un’area che è ora un cantiere della disperazione.




